domenica 22 aprile 2018 06:52
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Carabinieri

Rosarno. Operazione Onta 2: sei arresti dei Carabinieri

Rosarno (Reggio Calabria). Se non avesse deposto il falso sarebbe stato considerato un “infame”, alla stregua di un “collaboratore di giustizia”. Questo “consiglio” è alla base dell’accusa formulata all’avvocato G.C., di avere istigato un teste ad affermare il falso davanti al Tribunale di Palmi. Il legale è uno dei sei destinatari di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’odierna operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, denominata “Onta 2”, in quanto è la naturale prosecuzione dell’indagine svolta nei confronti di due avvocati (tra cui lo stesso G.C.) e di tre parenti di Maria Concetta Cacciola, conclusasi lo scorso 8 febbraio 2014 con l’esecuzione delle misure cautelari a loro carico emesse dal Tribunale di Reggio Calabria in occasione dell’operazione c.d. “Onta”, che ha fatto luce sulla presunta responsabilità dei medesimi in ordine alla vicenda drammatica conclusa col suicidio della collaboratrice di giustizia.
Oltre al professionista, gli altri destinatari di misura cautelare sono: G.C. (omonimo dell’avvocato) e si suoi figli A. e D., per la detenzione illegale di una pistola; G.N. e G.N., per la detenzione illegale in concorso di più pistole. Al primo di questi ultimi due, inoltre, vengono contestati anche il furto di energia elettrica e di gas.

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