domenica 22 aprile 2018 10:43
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Un carabiniere davanti all'abitazione dove è avvenuto l'omicidio

Omicidio a Gallina, arrestato dai Carabinieri lo zio della convivente della vittima

Reggio Calabria. Al termine di un’ininterrotta attività di indagine, i Carabinieri della Stazione di Gallina unitamente ai colleghi del Norm della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato, nel tardo pomeriggio di ieri, per il reato di omicidio volontario: A.G., reggino di 72 anni, pensionato incensurato, poiché ritenuto responsabile della morte di Romeo Aiello, genovese di nascita, di 53 anni, separato, operaio, avvenuta a seguito di una violenta colluttazione scaturita tra i due, alle ore 11,15 circa precedenti, all’interno dell’abitazione sita in Gallina, dove la vittima conviveva con la nipote del presunto omicida, D.Z., reggina di 43 anni, separata, incensurata.
Nello specifico, al termine dell’escussione dei testimoni e dei rilievi compiuti sulla scena del delitto dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti, chiarendo che la morte era ricollegabile ad una o più ferite provocate da un oggetto contundente con cui lo zio della donna avrebbe colpito Aiello nel corso della colluttazione, avvenuta anche alla presenza della donna. Infatti, l’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale ha evidenziato la presenza di profonde ferite lacero contuse sul cranio della vittima, verosimilmente compatibili con un posacenere di grosse dimensioni repertato sulla scena del delitto e sul quale sono in corso analisi tecniche più approfondite.
Alla base della vicenda, vi sarebbe una morbosa gelosia che lo zio nutriva nei confronti della nipote, anche a seguito della recente convivenza intrapresa da quest’ultima con Aiello. La salma della vittima è attualmente custodita presso l’obitorio del locale Ospedale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ne ha disposto l’esame autoptico. Il presunto omicida, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Arghillà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria reggina. L’uomo non ha inteso rispondere alle domande rivoltegli dal Pubblico Ministero. Tenuto conto che l’abitazione è stata sottoposta a sequestro, al fine di potere effettuare ulteriori accertamenti scientifici nei prossimi giorni, la donna è attualmente ospitata presso una comunità di Reggio Calabria.

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