domenica 22 aprile 2018 12:15
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Mimmo Praticò

Coni. Lettera aperta del presidente Mimmo Praticò al sindaco Giuseppe Falcomatà

Reggio Calabria. Riceviamo e pubblichiamo nella sua stesura integrale la lettera aperta che il presidente del Coni Calabria Mimmo Praticò indirizza al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Signor Sindaco, Le esprimiamo innanzitutto l’apprezzamento per l’attenzione che, fin dai primi giorni del suo mandato, l’Amministrazione comunale da Lei guidata sta rivolgendo al mondo dello sport. I due anni di commissariamento del Comune hanno messo a dura prova la stessa sopravvivenza di un settore che, al di là degli aspetti legati all’agonismo, assolve a una delicata funzione sociale e pedagogica. Con enormi sforzi, in termini di sacrificio, impegno e risorse economiche, condotti da questo Comitato, dalle Federazioni e dalle Società, si è riusciti a dare continuità all’attività di base e a quella agonistica. Ci siamo confrontati con l’Assessorato competente e ci siamo dibattuti tra mille oggettive difficoltà. Ci siamo riuniti in partecipate assemblee, abbiamo attuato sit in di protesta, abbiamo fatto la spola tra uffici e uffici, abbiamo cercato di trovare soluzioni che contemperassero gli interessi confliggenti tutelati da regole burocratiche cervellotiche, in grado da sole di procurare per asfissia la morte dello sport. Adesso, anche per effetto della riapertura del PalaCalafiore, ci sembra che si sia aperta una stagione che auspichiamo davvero nuova per lo sport cittadino. Senza eccessi, senza troppa enfasi, con uno rinnovato spirito di collaborazione che, da sempre, caratterizza l’istituzione che abbiamo l’onore di rappresentare. Il commissariamento ha finito per assorbire anche quanto di buono era stato fatto, pur tra molteplici problemi. È passato in sordina, ad esempio, il riconoscimento dello status di Città europea dello sport che Reggio Calabria ha conseguito a Bruxelles, da parte di un prestigioso organismo come Aces Europe. Quel titolo ha certificato come questo Comune, per quanto costretto a fare i conti con mille problemi, con un’impiantistica sportiva inadeguata e spesso con condizioni igieniche da terzo mondo nei luoghi frequentati dai nostri ragazzi, sia da considerare baricentrico per lo sport nel bacino euromediterraneo. Lo dice la storia della città. E non solo per i successi del passato, per la viscerale passione dei cittadini verso le loro squadre, per il fatto che Reggio sia stata proscenio di grandissimi eventi: su tutti, le presenze della Nazionale di calcio. Ma anche – e a nostro avviso soprattutto – per il ruolo fondamentale che svolgono le migliaia di dirigenti, di tecnici, di educatori che quotidianamente operano su territori difficili, allontanando i ragazzi dalle più diffuse forme di devianza sociale. Dobbiamo andarne orgogliosi. D’altra parte, abbiamo sempre ritenuto che Reggio, con la necessaria dose di umiltà, debba mostrare con fierezza e dignità quello che è e quello che riesce a fare, solo fondandosi sulle forze dei propri figli e senza l’aiuto di nessuno. Perché, dunque, non esporre ufficialmente la bandiera di Città europea dello sport su un palazzo pubblico di Reggio Calabria? Sarebbe un modo per ricordarci da dove veniamo e, soprattutto, dove vogliamo andare: perché quel vessillo, consegnato ufficialmente in occasione degli Stati generali dello Sport calabrese alla presenza del presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò, non è un traguardo ma un punto di partenza. Lo sport reggino è pronto a cominciare a correre. Siamo certi che il Comune sarà al suo fianco.

Mimmo Praticò
Presidente Coni Calabria

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