venerdì 20 aprile 2018 18:30
default-logo

Messina. Operazione Tris. Truffe alle assicurazioni simulando falsi incidenti stradali: eseguite 20 misure cautelari

Messina. Nelle prime ore di oggi, personale della Sezione Infortunistica della Polizia Municipale di Messina, con il supporto di altri reparti, e i militari dell’Arma dei Carabinieri, Compagnia Messina Sud, hanno eseguito 20 misure cautelari a carico di persone indagate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla reiterata simulazione di falsi sinistri. L’attività è stata svolta in esecuzione di un provvedimento di misura cautelare emesso dal gip del Tribunale di Messina, Maria Arena, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Carchietti. Per uno dei soggetti, l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere, per 11 è stata disposta la misura degli arresti domiciliari e per 8 dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’operazione ha richiesto il consistente impiego di personale della Polizia Municipale e dell’Arma dei Carabinieri. L’attività di indagine svolta da personale della Sezione Infortunistica ha avuto inizio nel maggio del 2011, con l’accertamento da parte della Municipale della falsificazione di atti finalizzati alla realizzazione di falsi sinistri. Emergeva così l’esistenza di tre sinistri che presentavano forti analogie con uno effettivamente verificatosi nell’estate del 2010 e rilevato da personale della Municipale. Per tali “falsi” sinistri erano già state avanzate richieste risarcitorie alle compagnie assicurative, una di esse andata a buon fine tanto che era stata liquidata la somma di 30 mila euro. Le indagini svolte da personale della Municipale, in stretta sinergia con i militari della Compagnia Sud dei Carabinieri, attraverso una complessa attività investigativa, supportata anche da perquisizioni, sequestri di documentazione e da attività tecnica, ha permesso di individuare l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla realizzazione di falsi sinistri stradali, con il coinvolgimento di altri soggetti, anch’essi odierni indagati, che prestavano la loro opera come testimoni per sinistri mai avvenuti o come soggetti direttamente coinvolti. Nel corso di perquisizioni operate nei confronti di indagati sono stati rinvenuti elementi tali da prefigurare la programmazione di altri falsi sinistri con il coinvolgimento di odierni indagati che rivestivano ruoli diversi. L’attività di riscontro ha monitorato un centinaio di sinistri stradali verificatosi nell’arco di tre armi nel territorio comunale e, in alcuni casi, anche al di fuori. Si è accertato che i soggetti coinvolti, al fine di ottenere indebiti risarcimenti, non solo hanno posto in essere sinistri simulati ma hanno anche falsificato documentazione sanitaria e documenti di identità, ricorrendo in un caso anche ad uno scambio di persona in occasione di una visita medico-legale richiesta da una compagnia assicurativa.
Si è riusciti a documentare numerosi falsi sinistri posti in essere dal sodalizio con incassi, anche ingenti, disposti dalle varie compagnie assicurative. Proventi indebiti confluiti su conti riconducibili agli indagati o su rapporti bancari cointestati, o in suo, a più soggetti. In un caso, l’attività della Polizia Municipale ha bloccato un indebito risarcimento di oltre 200 mila euro a favore di soggetti odierni indagati. I promotori ed organizzatori dell’associazione sono stati individuati in 12 persone, tutte raggiunte da provvedimenti restrittivi. All’attività illecita posta in essere dai predetti si affiancava quella di altri soggetti i quali, sebbene non facessero parte del sodalizio, erano comunque dediti a prestare la loro opera e consenso al gruppo. Nel corso dell’indagine sono state cose individuate e denunciate all’autorità giudiziaria 52 persone, 20 delle quali destinatari del provvedimento di misura cautelare e 32 indagati a piede libero.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo