giovedì 19 aprile 2018 15:34
default-logo

“In grazia di Dio”: il nuovo gioiellino di Winspeare stasera all’Odeon

Reggio Calabria. Cinema Odeon, stasera, mercoledì 14 gennaio alle 18.30, Edoardo Winspeare presenta al pubblico reggino il suo film, “In grazia di Dio”. L’incontro con il regista e la proiezione della pellicola fanno parte della rassegna del Circolo del Cinema Zavattini 2014-2015.
Il film, come buona parte delle opere di Winspeare, è ambientato in Salento e vede come protagonista una famiglia che lavora nel settore tessile, costretta a chiudere i battenti perché non più in grado di reggere la concorrenza cinese. Mentre l’unico fratello si trasferisce all’estero assieme alla sua famiglia, le altre due sorelle si trasferiscono dalla madre in campagna. All’estremo pragmatismo di una, Adele, la protagonista, che cerca di risollevare le sorti della famiglia dedicandosi anima e corpo alla coltivazione della terra, si contrappone lo spirito sognatore dell’altra, completamente presa dalle sue aspirazioni attoriali. Le altre generazioni, ovvero la figlia
della protagonista (che è divorziata dal marito) e la vecchia madre, sembrano vivere questo momento di crisi in maniera molto più scanzonata facendo (anche involontariamente) in modo che tutte le responsabilità vengono accollate dalla protagonista a cui pesano come un macigno, tanto che alle volte lo spettatore può sentire il bisogno di venire in soccorso e caricarsi sulle spalle una parte del pesantissimo fardello. Ma in questo film non ci sono né buoni né cattivi, l’inflessibilità e a volte l’aggressività della protagonista, per quanto comprensibili, non sono sempre facili da condividere e giustificare totalmente, allora lo spettatore cerca di uscire da questo mondo fatto di crisi, povertà, ma non trova vie di fuga, c’è sempre questo pezzo di terra e questo reticolo familiare salentino, da cui non è possibile uscire fuori.
Winsperare ci regala qualcosa che è molto più di un affresco della provincia, in lotta contro una quotidianità ostica, a volte impenetrabile (il film, sottotitolato, è completamente in dialetto salentino), imbevuta di religiosità, dove gli uomini sono praticamente assenti o poco più che figurine e tocca alla donna caricarsi (e nel caso di Adele diremo sovraccaricarsi) il peso di tutto, facendola diventare alle volte una sfida contro madre natura, contro quella terra che ti può dare e allo stesso tempo togliere tanto. Una sfida, che per chi ancora non ha visto il film, vale assolutamente la pena vivere insieme ad Adele stasera all’Odeon.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo