martedì 24 aprile 2018 22:24
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Piazza Armerina. Confezionavano pasti, Carabinieri e Nas chiudono alcuni locali di un bar

Piazza Armerina (Enna). I militari della Stazione di Piazza Armerina, comandati dal maresciallo aiutante Salvatore Sinopoli e dipendenti dalla Compagnia cittadina diretta dal capitano Rosario Scotto Di Carlo, hanno effettuato un controllo con contestuale ispezione igienico-sanitaria unitamente ai colleghi del Nas di Catania ed al personale tecnico della prevenzione dell’ASP di Enna – Dipartimento di Prevenzione per la Salute – Distretto di Piazza Armerina – Servizio di Igiene Pubblica.
L’ispezione ha riguardato un esercizio commerciale – un bar sito nel centro storico, che aveva le convenzioni per le forniture di pasti sia con un asilo del paese che con una struttura che ospita extracomunitari. Gli operanti, giunti presso il bar hanno immediatamente constatato che in atto vi era la preparazione di cibi cotti, che nel corso dell’ispezione venivano porzionati e pronti per il pasto confezionato mediante piatto in plastica per alimenti e pellicola termosaldata attraverso apposita confezionatrice.
Poiché appariva evidente la preparazione di cibi cotti, il successivo porzionamento e confezionamento per la distribuzione, tale da identificare il laboratorio–cucina quale “ristorazione collettiva”, veniva chiesta la documentazione probante il riconoscimento del laboratorio. Il titolare esibiva al personale intervenuto la D.I.A. Sanitaria trasmessa al S.U.A.P. del Comune di Piazza Armerina, indicante la modifica degli impianti e delle attrezzature con aggiornamento della pianta planimetrica, allegando alla stessa, tra l’altro, l’integrazione del ciclo di lavorazione per l’attività di preparazione di cibi da asporto/trasporto – forniture di pasti a Enti, Amministrazioni ed Istituzioni, documento nel quale dichiarava che l’attività prevalente dell’azienda alimentare era quella di bar con somministrazione di alimenti e bevande, mentre come attività secondaria l’azienda si occupava anche di fornitura di pasti ad enti, istituzioni ed aziende che ne facessero richiesta. Dichiarava, inoltre, che i pasti preparati e da fornire all’esterno sarebbero stati realizzati in tempi diversi da quelli della normale attività di bar. Emergevano quindi forti difformità tra quanto constatato ed i documenti presentati. Anche nella pianta planimetrica emergevano difformità rispetto alla realtà strutturale.
In fase ispettiva nell’ambiente cucina erano infatti stati confezionati complessivamente 25 pasti regolarmente porzionati e confezionati immessi nei contenitori isotermici da destinare ad una scuola primaria comunale. Per quanto accertato, si è proceduto alla disposizione di chiusura del solo locale cucina ed annesso deposito; sono stati anche notificati degli illeciti amministrativi da parte del personale ispettivo dell’A.S.P.. Oltre a tale controllo è stato contestualmente eseguito un sequestro probatorio presso il locale garage di proprietà e pertinenza del titolare del bar. Il locale garage, di circa 50 mq, posto al piano terra di uno stabile di civile abitazione, risultava adibito arbitrariamente a laboratorio cucina e deposito alimenti, nonché a deposito di materiale vario (armadi, scarpe, elettrodomestici e cisterna di acqua ecc.), non inerenti all’attività in esso esercitata. L’ambiente, privo di ogni requisito igienico–sanitario e strutturale, fatiscente, sporco, ricettacolo di insetti e presenza di ragnatele, si presentava con pavimento privo di piastrelle facilmente lavabili e disinfettabili e con soluzioni di continuità, le pareti prive di intonaco e di tinteggiatura; fili elettrici e tubi sospesi, ammasso di materiale vario. All’atto ispettivo erano presenti due ragazze che erano addette alla preparazione dei cibi–pasti, deposti in appositi contenitori in acciaio e a sua volta messi all’interno di contenitori a chiusura isotermici. Inoltre venivano rinvenuti all’interno di un frigo/congelatore, a temperatura non controllata prodotti surgelati. Tenuto conto della precarietà strutturali ed igienico–sanitarie dei locali, per la promiscuità degli stessi e le temperature non regolari, gli alimenti sono stati distrutti a mezzo di auto compattatore.
Nella stessa fase ispettiva sono stati rinvenuti dei prodotti alimentari ed ortofrutticoli freschi, per i quali accertata la commestibilità da un esame visivo, essendo gli stessi tutti in confezioni integre ed etichettate e delle quali non si evidenziano segni di alterazione, sono stati conferiti in donazione alla CARITAS di Piazza Armerina (EN). Per tali operazioni è stato informato preventivamente il aostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna, Fabio Scavone. Di tutte le operazioni sono stati effettuati rilievi fotografici degli ambienti e degli alimenti.
Poiché tale attività veniva condotta in assenza di autorizzazioni sanitarie e in condizioni igienico–sanitarie e strutturali precarie, il proprietario del garage, nonché titolare del bar, un giovane piazzese di 39 anni, è stato denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di commercio di sostanze alimentari nocive. Sono tuttora in corso nuovi riscontri.

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