sabato 21 aprile 2018 23:04
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Palermo. Mafia ed estorsione: Guardia di Finanza sequestra attività commerciali e altro per oltre 2,7 milioni di euro

Palermo. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato due attività commerciali, cinque autovetture e disponibilità finanziarie, per un valore di oltre 2.700.000 euro, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Interessato dal sequestro è un cinquantenne palermitano, coinvolto, sin dagli anni ’80, in una serie di reati contro il patrimonio e gravato da numerosi precedenti penali, tali da essere considerato persona socialmente pericolosa e dedita a traffici delittuosi, dai quali trae le proprie fonti di sostentamento. In ultimo, nel febbraio 2013, questa persona è stata tratta in arresto dal GIP del Tribunale di Palermo con l’accusa di tentata estorsione, unita a plurime minacce e danneggiamenti, perpetrata con altri soggetti ed aggravata dal metodo mafioso, ai danni del titolare di un’attività di ristorazione, al quale veniva richiesta la c.d. “messa a posto” per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale, giustificata, a suo dire, per il sostentamento delle famiglie dei detenuti.
Per tale attività illecita, nel febbraio 2014, il soggetto è stato condannato dal Tribunale di Palermo a sei anni e otto mesi di reclusione. Il sequestro di beni scaturisce dalle indagini svolte dal Gico della Guardia di Finanza di Palermo, che hanno rilevato un’evidente sproporzione tra i redditi dichiarati dal complessivo nucleo familiare del soggetto e le numerose acquisizioni patrimoniali realizzate nel tempo.
Nello specifico, i riscontri effettuati dalle Fiamme Gialle hanno permesso di evidenziare come il nucleo familiare dell’interessato, composto da cinque persone, abbia fiscalmente dichiarato redditi esigui e, comunque, appena sufficienti a soddisfare le primarie esigenze di sussistenza, ma non idonei a consentire l’acquisto di terreni, di autovetture di lusso e l’avvio di attività commerciali, tutte spese risultate incompatibili con la descritta situazione reddituale.

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