mercoledì 25 aprile 2018 00:43
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Bollo sulle auto storiche, Barbanti: “A rischio il mercato del collezionismo d’epoca”

Roma. Mi sono posto come strumento parlamentare in merito alla battaglia portata avanti dal Camecs (Carrozze Auto e Moto d’Epoca Calabresi Simpatizzanti) e da tutti gli appassionati delle quattro ruote contro l’ennesimo scempio legislativo approvato da questo Governo, ormai sempre più distante dai cittadini.
Durante l’incontro svolto domenica mattina a Lamezia Terme , al quale ho partecipato come Alternativa Libera, ho ascoltato l’appello lanciato dai numerosissimi collezionisti, artigiani, restauratori e presidenti dei vari club che si occupano di auto d’epoca e che si sentono giustamente minacciati dalla nuova legge di stabilità del 2015.
Il Governo Renzi ha di fatto eliminato le agevolazioni sul bollo per le auto storiche fra i 20 e 30 anni. Fino allo scorso dicembre infatti – su questa particolare categoria di auto, la tassazione era nettamente inferiore rispetto alle comuni automobili, proprio per la valenza storica, culturale ed in molti casi affettiva del mezzo. Adesso, invece, il Governo ha stabilito che tutte le auto con meno di 30 anni dovranno pagare al pari delle nuove.
Questa nuova tassa (l’ennesima introdotta da un governo che invece prometteva di ridurle) colpirebbe non solo i piccoli collezionisti, che sarebbero costretti a rottamare l’auto, ma tutto l’indotto che gravita intorno alla manutenzione di queste auto storiche. In altre parole, la categoria dei “veicoli di particolare interesse storico e collezionistico” è stata stravolta, distruggendo così un pezzo di storia industriale italiana.
Esiste però una via di fuga.
Poiché il bollo auto è un tributo locale, alcune regioni (come Lombardia ed Emilia) hanno deciso di ” non recepire ” questa legge perché la cancellazione del bollo agevolato per le auto tra i 20 ed i 29 anni , azzererebbe il gettito fiscale più che aumentarlo , provocando un ulteriore danno per le casse regionali , già pesantemente compromesse .
A questo punto la palla passa al presidente Mario Oliviero e al suo staff. Tenendo presente che la Calabria, in proporzione, è la regione che ha più auto storiche rispetto al numero dei cittadini, credo che il Presidente non possa tirarsi indietro davanti a questa vera e propria richiesta di aiuto da parte di alcuni calabresi. La Regione ha il dovere di salvaguardare l’aspetto storico e culturale di questo fenomeno, soprattutto tenendo conto che tutto l’indotto che gravita intorno alla manutenzione ed il restauro è di tipo artigianale ed altamente specializzato e che rischia di sparire completamente. Ribadiamo e sottolineiamo ancora, che rottamando queste auto non si aumenterà l’acquisto di auto nuove, quindi la Regione non vedrà nessun aumento ma si vedrà azzerare un gettito di entrate.
Il presidente Oliviero deve prendere atto della situazione e intervenire urgentemente, anche perché, vista l’autonomia delle regioni, non ci si potrà nascondere dietro la scusa del “avere le mani legate”. L’ Amministrazione regionale ha l’occasione di dimostrare a tutti di essere (per una volta) dalla parte dei cittadini. In caso contrario dovrà assumersi le proprie responsabilità.

Sebastiano Barbanti
Cittadino eletto alla Camera

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