venerdì 20 aprile 2018 05:22
default-logo
Da sinistra: Palermo, Rattà, Cafiero De Raho, Longo, Izzo

Operazione Km 24. Narcotraffico, 22 arresti della Polizia: dettagli, nomi, foto e video

Reggio Calabria. Alle prime ore della mattinata odierna (rende noto un comunicato stampa della Questura che qui pubblichiamo integralmente) la Polizia di Stato ha eseguito in Calabria, Lombardia ed Emilia Romagna una vasta operazione antidroga coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.
Con l’ausilio dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Villa San Giovanni, Gioia Tauro e Siderno, dei Reparti Prevenzione Crimine “Calabria Meridionale” e “Sicilia”, nonché delle Squadre Mobili delle Questure di Milano e Piacenza, e con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e della Direzione Centrale Servizi Antidroga, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria (diretta dal primo dirigente Francesco Rattà e dal suo vice Fabio Catalano) ed il Commissariato di Condofuri (diretto dal vice questore aggiunto Enrico Palermo), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il locale Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nei confronti di 23 indagati, dei quali 17 in carcere di seguito indicati:

  1. Pina Alampi, 45enne nata a Frascati (RM),
  2. Vincenzo Luciano Alberti, 48enne nato a Santa Teresa di Riva (ME),
  3. Francesco Mario Altomonte, 57enne nato a Reggio di Calabria,
  4. Liliana Barbuto, 38enne nata a Reggio Calabria,
  5. Vittoria Sharon Beier, 37enne nata a Reggio Calabria,
  6. Amarildo Canaj, 34enne nato a Lushnje (Albania),
  7. Domenico Falleti, 57enne nato a Villa San Giovanni (RC),
  8. Alessandro Ferraro, 41enne nato a Reggio Calabria,
  9. Domenico Giuffrè, 38enne nato a Reggio Calabria, detenuto,
  10. Giuseppe Giorgio Iaria, 41enne nato a Reggio Calabria,
  11. Caterina Ierardo, 36enne nata a Melito di Porto Salvo,
  12. Rocco Mandalari, 42enne, detenuto,
  13. Leonardo Marino, 48enne nato a Condofuri, detenuto,
  14. Demetrio Missineo, 36enne nato a Reggio Calabria,
  15. Luigi Pitarelli, 43enne nato a Reggio Calabria,
  16. Francesco Spinelli, 47enne nato a Reggio Calabria,
  17. Francesco Stilo, 47enne nato a Reggio Calabria,

e 5 agli arresti domiciliari:

  1. Pasquale Barresi, 50enne nato in Australia,
  2. Paolo Calabrò, 47enne nato a Reggio Calabria,
  3. Daniela Caffarata, 50enne nata a Chiavari (GE),
  4. Carmelo Santo Rogolino, 40enne nato a Reggio Calabria,
  5. Domenico Tavani, 57enne nato a Reggio Calabria.

L’operazione trae origine dalle attività investigative condotte dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile e dal Commissariato di Condofuri nel 2009 – con il supporto di numerosi presidi tecnologici, sofisticate intercettazioni ambientali e telefoniche, attività operative di vigilanza ed appostamento – protrattesi fino al 2011, sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che, concordando pienamente con le risultanze investigative evidenziate dagli Uffici della Polizia di Stato, ha richiesto al gip presso il Tribunale di Reggio Calabria l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati, ritenuti responsabili di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’accusa è, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed eroina, nonché, per Rocco Mandalari e Amarildo Canaj, del delitto di cui all’art. 586 c.p. (morte come conseguenza di altro delitto), per aver causato la morte di Mario Negro per overdose da oppiacei, come conseguenza non voluta del reato di cessione di sostanze stupefacenti. Ad Amarildo Canaj è contestato anche il reato di danneggiamento.
Le investigazioni della Polizia di Stato hanno consentito di accertare l’esistenza di un ingente traffico di sostanze stupefacenti, riconducibile ad un’articolata associazione criminale con base operativa a Melito di Porto Salvo (RC) e con rete di distribuzione estesa dal versante ionico alla città di Reggio Calabria fino a Villa San Giovanni.
L’organismo apicale dell’organizzazione criminale, secondo l’accusa, dotato di maggior potere commerciale e contrattuale, sarebbe stato rappresentato da Mandalari-Canaj-Ierardo e da Marino. Costoro, agendo in perfetta simbiosi come soggetto unitario, riuscivano a piazzare sul mercato diverse partite di sostanza stupefacente. Nello specifico, sempre secondo l’accusa, Mandalari, Canaj e Marino erano i capi, mentre la Ierardo collaborava strettamente con loro, fornendo supporto logistico ed organizzativo e partecipando materialmente alla distribuzione.
Mandalari e Marino erano stati arrestati nel maggio 2009 dal Commissariato di Condofuri, poiché trovati in possesso di circa 40 grammi di eroina (la sostanza stupefacente era stata rinvenuta all’interno del circolo ricreativo AICS Arcipesca FISA di Melito Porto Salvo, di cui gli arrestati erano soci e gestori di fatto). Sin dalle prime battute era emerso che nell’attività di spaccio i due soggetti venivano aiutati dalla moglie del Marino, Caterina Ierardo.
Ancorché ristretto in carcere in forza di altra operazione di polizia, Marino continuava ad operare nel settore del narcotraffico attraverso la moglie. Invero, l’abitazione della donna era diventato luogo d’incontro con gli altri sodali, ovvero il Mandalari (“u piciaru) e l’albanese “Amarildo” il quale coadiuvava i trafficanti di droga, procacciando, trasportando e distribuendo la sostanza stupefacente. Sulla base degli elementi acquisiti nel corso delle indagini, lo straniero di origini albanesi veniva identificato in Amarildo Canaj.
La droga acquistata da fornitori di Africo (RC), veniva occultata da Mandalari e da Canaj in luoghi ritenuti sicuri di Melito Porto Salvo (nei pressi del supermercato “LIDL” o nel sottopasso ferroviario di via Piemonte), dai quali veniva prelevata al momento della cessione.
La rete dei “puscher” era costituita da Iaria, Barbuto, Falleti, Alampi, Giuffrè, Beier, Spinelli, Pitarelli, Ferraro, Missineo ed Altomonte. I quali avevano il compito di rifornire a loro volta i consumatori finali.
L’esistenza del vincolo associativo tra Mandalari-Canaj-Ierardo e la rete dei distributori sarebbe emerso dalle attività tecniche in cui si faceva riferimento a progetti di miglioramento ed ampliamento dei traffici, alla necessità di mantenere gli impegni commerciali presi ed al linguaggio cifrato da utilizzare al telefono (per concordare le cessioni di stupefacente eludendo eventuali attività di intercettazione), ma anche dal dato della stabilità del canale di rifornimento dal momento che i distributori acquistavano abitualmente lo stupefacente dal gruppo Mandalari-Canaj-Ierardo.
Al fine di limitare i controlli delle forze dell’ordine, gli spacciatori stabilivano preventivamente con gli acquirenti luoghi d’incontro e i quantitativi delle cessioni di sostanza stupefacente. Anche uno squillo era sufficiente per far capire all’interlocutore cosa fare e dove andare. In caso di variazioni del programma, bastava un messaggio e gli accordi venivano subito rettificati.
Quello che a prima vista poteva sembrare la somma di episodi di spaccio isolati e non collegati tra di loro, emergerà in realtà come un collaudato e ben funzionante meccanismo di approvvigionamento e cessione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, cocaina ed eroina, anche attraverso l’utilizzo di un linguaggio convenzionale con frasi del tipo, “ci vediamo a cena” “stasera vieni a mangiare da me”, proprio per sottendere la fornitura di sostanza stupefacente. Gli stessi “puscher” partecipavano alla struttura criminale, assumendo un ruolo specifico, funzionale alla realizzazione degli scopi della consorteria.
L’attività d’indagine, partita dal territorio di Melito Porto Salvo, si era man mano allargata a macchia d’olio, spostandosi nella città di Reggio Calabria e a Villa San Giovanni. Il monitoraggio di alcuni clienti che abitualmente si rifornivano dal Mandalari, al fine di cedere a loro volta la sostanza stupefacente, ha portato all’individuazione di altre filiere di spaccio, delle quali facevano parte Luigi Pitarelli, Alessandro Ferraro, Carmelo Rogolino e A.B.. Questi ultimi, soggetti del capoluogo, frequentavano con assiduità Melito Porto Salvo, acquistando di volta in volta considerevoli quantitativi di stupefacenti, quantificati nell’ordine di non meno di 50 grammi per volta, da destinare in gran parte ad ulteriore cessione.
L’ultima fase dell’indagine ha registrato la presenza di altri personaggi (Francesco Stilo e Vincenzo Luciano Alberti) che, sebbene non associati, si sarebbero resi comunque protagonisti di episodi di concorso in condotte illecite continuate in tema di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati diversi quantitativi di sostanze stupefacenti. Particolarmente drammatico ed oggetto, tra l’altro, della presente indagine è l’episodio avvenuto la sera 25 aprile del 2010, allorquando una delle ennesime cessioni di sostanza da parte del duo Mandalari-Canaj avrebbe avuto come diretta conseguenza la morte per overdose di Mario Negro, trovato esanime all’interno di uno dei bagni di una comunità terapeutica di Pellaro (RC) con accanto una siringa, un cucchiaino e un accendino. E’ attivamente ricercato un cittadino straniero del Nord Africa.
I risultati dell’indagine sono stati illustrati stamani nella sala “Nicola Calipari” della Questura di Reggio Calabria dal procuratore capo della DDA Federico Cafiero De Raho, alla presenza del Questore Guido Longo, del capo della Squadra Mobile Francesco Rattà, del dirigente del Commissariato di Condofuri, Enrico Palermo, e del funzionario della Squadra Mobile Giuseppe Izzo. Il nome dato all’operazione deriva dal km 24 della Strada Statale Jonica 106, punto di passaggio obbligato da Melito Porto Salvo per Reggio Calabria, luogo dove numerosi posti di blocco della Polizia hanno consentito di sequestrare sostanza stupefacente.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo