venerdì 27 aprile 2018 09:59
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Esclusione Ferro, Morrone (FI) risponde a Caputo e Tallini

Reggio Calabria. “Considerate le continue, e spesso gratuite, prese di posizione di alcuni miei colleghi ed ex colleghi consiglieri inerenti la vicenda della esclusione dalla massima assise regionale del miglior candidato perdente alla carica di governatore della Calabria, mi trovo, mio malgrado, costretto ad esprimere delle valutazioni nel merito ed esporre a me stesso ed ai calabresi tutti degli interrogativi mai come questa volta lontani dalla retorica”. Lo afferma in una nota l’On Ennio Morrone, consigliere regionale di Forza Italia.
“Osservando, ad esempio – dice Morrone – la verve con cui Geppino Caputo punta il dito sulla nuova legge elettorale ed al contempo invoca l’intervento delle autorità inquirenti, mi viene da domandare il perché l’ex collega di partito si ricordi di obiettare a distanza di diversi mesi dal varo del testo il cui relatore era l’allora Presidente del Consiglio regionale Franco Talarico, nonché dall’espletarsi delle elezioni stesse e dalle susseguenti polemiche ingeneratesi. Insomma, se ne accorge solo adesso? Non ha forse avuto modo di leggere la relativa documentazione di cui sono stati destinatari tutti i consiglieri regionali durante il consiglio nel quale si è approvata la variazione di legge? O forse, è, più semplicemente, un banale, e strumentale, tentativo di influenzare le decisioni del Tar chiamato a pronunciarsi, del cui giudizio di totale imparzialità siamo comunque certi? Allo stesso modo – continua Ennio Morrone – destano più di qualche perplessità le affermazioni del collega Domenico Tallini che va dicendo, non si sa a che titolo, in diverse sedi, istituzionali e non, alla presenza di molti testimoni, che la dottoressa Ferro a giorni mi subentrerà: Tallini prevede già la sentenza del Tar oppure è a conoscenza di cose che tutti gli altri ignorano? E questo accanimento tardivo è frutto di un ripensamento sulla sua condotta passata? Qualora abbia nutrito dei dubbi sulla bontà della legge elettorale, perché non li ha manifestati in tempo utile alla candidata di allora Wanda Ferro? Avrebbe potuto suggerirle di capeggiare la lista di Forza Italia nella circoscrizione centro e contestualmente candidarsi a governatore così come fatto dall’avvocato Cantelmi rappresentante del Movimento Cinque Stelle. Ma soprattutto, anche in questo caso, appare maldestro il tentativo di portare la questione da un piano squisitamente giuridico, ovvero applicazione della legge vigente, ad uno, presunto, politico. Stamane, infatti, sempre Tallini, si è presentato negli uffici regionali dove, con poco garbo istituzionale, ha chiesto e ottenuto l’accesso gli atti inerenti la costituzione in giudizio della Regione in opposizione alla richiesta della Ferro, prassi questa abituale in casistiche del genere. Al di là di ogni sterile speculazione – conclude l’On Morrone – la ratio, giusta o sbagliata che sia, che ha mosso la nuova legge elettorale è stata quella di tener conto del fatto che se prima, col voto disgiunto, il candidato governatore raccoglieva preferenze quasi esclusivamente a lui destinate, ora con il nuovo dispositivo di legge, non essendoci più tale possibilità per l’elettore, il candidato governatore raccoglie quasi esclusivamente voti derivati dalle preferenze date ai consiglieri e ai partiti”.

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