venerdì 20 aprile 2018 01:28
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Da sinistra: Giuseppe Neri (segretario-questore), Carlo Calabrò (Segretario generale del Consiglio), Antonio Scalzo (presidente del Consiglio), Francesco D’Agostino (vicepresidente vicario), Giuseppe Gentile (vicepresidente) e Giuseppe Graziano (segretario-questore)

Rosarno. Convegno col ministro Martina, il vicepresidente D’Agostino apprezza le misure illustrate

Rosarno (Reggio Calabria). “Le politiche urgenti per il rilancio dell’agricoltura in Calabria e, in particolare, nella Piana di Gioia Tauro, devono tenere conto delle importanti risorse comunitarie e di una programmazione concertata con il Governo capace di superare il momento di profonda crisi del settore”. È quanto ha affermato il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco D’Agostino, che ha espresso “apprezzamento per le misure illustrate a Rosarno dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina per il rilancio del comparto primario calabrese. L’agricoltura, ed in particolare il settore agrumicolo – ha aggiunto D’Agostino – rappresentano uno dei pilastri principali per il rilancio dell’economia e dell’occupazione nella Piana di Gioia Tauro. Ma per essere credibili è urgente dare priorità a politiche specifiche e ambiziose. In particolare – ha sottolineato il Vicepresidente del Consiglio – penso alla costituzione di un brand di eccellenza e qualità per le nostre imprese presenti sui mercati internazionali e, contestualmente, al sostegno della filiera corta per l’incremento della vendita diretta sul territorio. L’agroalimentare va inquadrato come un comparto d’eccellenza della nostra agricoltura, che ha bisogno di essere valorizzato. Dobbiamo incentivare l’espansione di altre colture come il kiwi e altri tipi di agrumi che oggi si pongono come prodotti di grande qualità dell’agricoltura della Piana. Le sfide che ci prepariamo ad affrontare – ha concluso – possono essere vinte mettendo al centro il lavoro e il benessere dei lavoratori. In questo percorso la nuova classe dirigente regionale è pronta a proporre misure utili al migliore utilizzo delle risorse comunitarie. In ogni caso serve una politica che tenga in grande conto e che valorizzi le organizzazioni agricole e i soggetti imprenditoriali”.

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