giovedì 19 aprile 2018 13:44
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Consulenti del lavoro

I punti forti del Jobs Act per il mercato del lavoro calabrese

“Il jobs act non è tutto da buttare, anzi. Applicato al debole sistema del mercato del lavoro calabrese dove le piccole imprese sono la nostra spina dorsale, potrà rappresentare una boccata d’ossigeno”. L’analisi è del Presidente dell’ordine dei Consulenti del Lavoro di Cosenza, Fabiola Via., a margine della giornata studio di ieri svoltasi a Rende. La nuova politica del lavoro, presenta sicuramente tre grandi positività per il nostro mercato del lavoro.
Ingresso al lavoro più facile
“Il contratto di lavoro a tempo indeterminato diventa più appetibile rispetto alle altre forme contrattuali ( tempo determinato, co.co.co., intermittente) in quanto prevede una premialità in termini di riduzione del costo del lavoro pari di oltre otto mila euro all’anno, per tre annualità. Certo, tale incentivo è poca cosa rispetto alla Legge 407/90, ma c’è da dire, comunque, che tale nuova contrattualità apre la possibilità di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato anche ai giovani che si sono iscritti da poco nelle liste dei disoccupati” – spiega il Presidente Fabiola Via. In pratica, liberalizzando sia pure a termine, per una durata massima di 36 mesi i contratti, si faciliterà l’ingresso al lavoro.
Meglio cambiare mansioni che licenziare
Secondo aspetto positivo riguarda la possibilità per il datore di lavoro di assegnare al lavoratore mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore quale alternativa al licenziamento. “Se pensiamo alle piccole aziende, dove gli assetti organizzativi possono cambiare nel corso del tempo, prevedere la possibilità per l’imprenditore di modificare le mansioni del lavoratore, assicurandogli però la medesima retribuzione, garantisce una maggiore flessibilità e competitività dell’azienda, evitando il licenziamento”.
Articolo 18: con le tutele crescenti, cresceranno anche le nostre piccole aziende
E poi la spinosa – per qualcuno – questione dell’articolo 18. “Prima dell’entrata in vigore del decreto esisteva una dicotomia tra imprese piccole e imprese di grandi dimensioni alle quali veniva applicato un diverso regime di tutela in caso di licenziamenti nulli o illegittimi . Con il contratto a tutele crescenti, il decreto prevede solo un risarcimento economico – per tutte le aziende, grandi o piccole – a fronte di un licenziamento per motivi economici che venga giudicato illegittimo. L’articolo 18 è stato uno dei motivi di non crescita per molte aziende che preferivano rimanere nell’ alveo delle piccole imprese (sotto i 15 dipendenti) proprio per evitare l’ applicazione della tutela reale ( che prevedeva il reintegro del lavoratore). Il Nuovo decreto prevede l’ applicabilità delle tutele crescenti in caso di aumento dell’organico anche ai vecchi assunti, quando cioè, l’ azienda passa da piccola ( minore di 15 ) a grande. Grazie all’introduzione di tale novità normativa, molte delle nostre realtà aziendali potrebbero cogliere la palla al balzo per fare il salto di qualità.”

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