martedì 24 aprile 2018 08:35
default-logo

Villa San Giovanni. Usura ed estorsione: due persone arrestate dalla Squadra Mobile e dal Commissariato

Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Nella mattinata odierna, nel prosieguo di una complessa attività d’indagine, all’esito della quale, nel mese di novembre 2014, erano state arrestate dalla Polizia di Stato, in esecuzione di decreto di fermo d’indiziato di delitto emesso dalla locale Procura della Repubblica, quattro persone, indagate, in concorso, del reato di usura, estorsione e violenza privata, quest’ultimi delitti aggravati dall’art 7 l.152/91, personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria (diretta dal primo dirigente Francesco Rattà e dal suo vice Fabio Catalano) e del Commissariato della Polizia di Stato di Villa San Giovanni (diretto dal vice questore aggiunto Filippo Leonardo), a seguito di ulteriori approfondimenti investigativi, ha arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, a firma del gip Antonio Scortecci, due uomini, presunti responsabili in concorso, del reato di usura ed estorsione: Giancarlo Apice, 35enne residente in Villa San Giovanni; Antonino Idone, 39enne residente in Campo Calabro.
L’indagine, supportata da attività tecnica, sviluppatasi per oltre un anno, ha accertato l’operatività nel territorio di Villa San Giovanni e comuni limitrofi di persone dedite a condotte usurarie, capaci di stringere in una morsa asfissiante imprenditori e professionisti. Secondo le risultanze dell’operazione Giancarlo Apice, in qualità di presunto mandante, e Antonino Idone, in qualità di presunto esecutore materiale, in concorso tra loro, avendo elargito un prestito ingente, in più soluzioni, ad una dello loro presunte vittime ed avendo ricevuto solo una piccola parte della relativa somma, avrebbero costretto con aggressioni fisiche, a titolo di restituzione del capitale rimanente e d’interessi (ritenuti usurari perché superiori ai limite di legge nonché sproporzionati considerando le concrete modalità del fatto e le condizioni di difficoltà economico finanziarie del debitore) a elargire una notevole somma, per la cui corresponsione la vittima si sarebbe impegnata a pagare una piccola parte a seguito della vendita di un bene personale, nonché avrebbe emesso 18 cambiali a scadenza mensile progressiva, ciascuna per l’importo di 500 euro.
Antonino Idone, dopo le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria. A Giancarlo Apice, invece, il provvedimento è stato notificato presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, dove è ristretto poiché già destinatario di precedente ordinanza di custodia cautelare.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo