mercoledì 25 aprile 2018 21:51
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Alloggi popolari occupati abusivamente. Class action contro il Comune: ricorso al Tar promosso da Ancadic, Opera Nomadi e Reggio Non Tace

Reggio Calabria. Una gestione dell’edilizia popolare in violazione della legge e a danno dei cittadini. E’ quanto denunciano in un ricorso al Tar di Reggio Calabria, l’Avv. Francesco Nucara, in rappresentanza dell’associazione Ancadic, e l’avv. Nicola Santostefano del movimento Reggio non tace, con il sostegno dell’associazione Opera Nomadi Reggio Calabria.
Il ricorso fa seguito alla mancata risposta dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria ad un diffida presentata nel dicembre del 2013 ai sensi dell’art. 3 d.lgs 198/2009.
Anche allora l’Ancadic, l’Opera nomadi, Reggio non tace e singoli cittadini, organizzata una class action, chiesero conto all’amministrazione comunale dell’assenza di controlli e verifiche sui requisiti delle assegnazioni degli alloggi popolari, come previsto dalla legge regionale 32/96. Di fatto una grave inefficienza amministrativa che causa tutt’oggi la fittizia indisponibilità di alloggi da assegnare alle famiglie con un reale bisogno abitativo.
L’assenza di verifiche sulle assegnazione infatti determina tutt’oggi una situazione di «ingiustizia sociale – si legge nella premessa del ricorso al Tar – attuata da una politica comunale della casa che, pur gestendo un grande patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica nel quale ci sono tantissimi alloggi non più abitati dagli assegnatari, non applica la normativa vigente per far rientrare tali alloggi nella disponibilità comunale per assegnarli alle tante famiglie che ne hanno fatto richiesta, perché versano in stato di grave bisogno e sono privi di un alloggio idoneo».
Una situazione già rilevata anche nella relazione della Commissione di accesso al Comune di Reggio Calabria che ha condotto nel 2012 allo scioglimento del Consiglio Comunale. «Tale situazione di palese ed ingiustificato inattivismo – scrissero gli ispettori ministeriali – ha evidentemente determinato situazioni di palese irregolarità nelle quali, verosimilmente, alcuni inquilini hanno continuato a mantenere la disponibilità dell’alloggio popolare pur non avendone i requisiti ed a discapito di altri soggetti in stato di concreta ed attuale necessità».
Prova dell’assoluta inefficienza e illegalità nella gestione dell’edilizia popolare, anche la risposta dell’amministrazione comunale ad una richiesta di accesso agli atti. Emerge infatti, oltre all’assenza delle verifiche, anche l’errata conoscenza dell’effettive assegnazioni in via d’urgenza previste dalla legge regionale. Secondo l’amministrazione sarebbero ben 770 gli alloggi assegnati in via d’urgenza.
Ma la realtà è un’altra. Alcuni assegnatari risultano infatti deceduti, altri hanno ottenuto alloggi in via ordinaria perché in graduatoria; a questi si aggiungono gli assegnatari che inspiegabilmente sono beneficiari di molteplici provvedimenti di assegnazione. Una totale confusione illecita che si consuma ai danni di famiglie con gravi situazioni di disagio abitativo. A tale imperdonabile assenza istituzionale si chiede con fermezza di porre rimedio.

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