mercoledì 25 aprile 2018 21:46
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Carabinieri Reggio Calabria piazza Indipendenza

Centro agroalimentare di Mortara di Pellaro: i Carabinieri sequestrano il conto con oltre 4 milioni di euro

Reggio Calabria. Centro agroalimentare, i Carabinieri hanno sequestrato un conto con 4 milioni di euro. Il decreto di sequestro ha evitato la corresponsione di ulteriori 16 milioni di euro da parte del Comune di Reggio Calabria (già in precario stato finanziario) all’associazione temporanea di imprese impegnate nella costruzione del Centro Agroalimentare di Mortara di Pellaro, alla periferia sud di Reggio Calabria.
I Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in esecuzione di un decreto emesso in via di urgenza dal sostituto procuratore Antonio Cristillo, hanno proceduto, presso la sede di Reggio Calabria della Banca d’Italia – Sezione di Tesoreria dello Stato, al sequestro preventivo del conto dove sono depositati i crediti, titoli e/o valori, azioni e/o obbligazioni derivanti dallo stanziamento sul “Fondo per il risanamento e lo sviluppo dell’Area Urbana di Reggio Calabria” previsto dal Bilancio dello Stato.
In particolare, oltre ad aver bloccato ogni successiva ed eventuale sopravvenienza, è stata sequestrata la somma, già in accredito, pari ad euro 4.118.400,75 centesimi.
Il decreto di sequestro preventivo è stato notificato ad Alberto Pagliuca, rappresentante legale dell’Associazione Temporanea di Imprese “LAFATRE S.R.L. – CO.FOR. S.R.L.”. Il provvedimento è stato emesso nel contesto di un procedimento penale a carico del Pagliuca e di pubblici funzionari in corso di identificazione, indagati per concorso in frode in forniture e concorso in violazioni edilizie riguardo alla costruzione del Centro Agroalimentare di Mortara di Pellaro.
Per lo svolgimento dei lavori del centro agroalimentare la “LAFATRE S.R.L.” avrebbe fornito una falsa polizza
fideiussoria a garanzia degli impegni assunti ed avrebbe utilizzato, per la costruzione dell’opera, calcestruzzo non conforme per difetto, omettendo di fornire, ad ogni stato di avanzamento dei lavori, i relativi campioni di prova: tutti fattori concorrenti a rendere non collaudabile ed inagibile la struttura realizzata.
Il provvedimento di sequestro preventivo si è reso necessario al fine di evitare che un lodo arbitrale, attualmente in pendenza presso la Corte d’Appello di Roma, tra il Comune di Reggio Calabria e la “LAFATRE S.R.L.”, potesse spiegare i propri effetti, consistenti nel riconoscimento a favore di tale impresa di un ulteriore credito pari a oltre 16 milioni di euro, e precisamente euro 16.370.649,50, sul già precario stato finanziario del Comune di Reggio Calabria, atteso che lo stesso ha già corrisposto per l’opera in argomento (alla data del 31 dicembre 2011) la somma di oltre 25 milioni di euro (e precisamente euro 25.501.788,30).

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