sabato 21 aprile 2018 13:43
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Wanda Ferro

Il Tar investe la Corte Costituzionale del ricorso di Wanda Ferro sul mancato seggio in Consiglio regionale

Catanzaro. La Corte costituzionale dovrà decidere se in Consiglio regionale della Calabria dovrà sedere anche Wanda Ferro, di Forza Italia, candidata alla presidenza della Regione nelle elezioni del novembre scorso e risultata la miglior perdente dietro al presidente eletto Mario Oliverio, ma esclusa dall’assemblea per una modifica della legge elettorale regionale. Ad investire la Consulta della vicenda è stato il Tar della Calabria a cui ha fatto ricorso la Ferro per chiedere l’ingresso in Consiglio e l’esclusione del candidato eletto col minor numero di voti delle liste di Fi, Cdl e Fdi.
Il Tar ha dichiarato “rilevanti e non manifestamente infondate, in relazione all’art. 123 della Costituzione e all’art.117, comma 1, della Costituzione, anche alla luce dell’art. 3 Prot. n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, le questioni di legittimità costituzionale” della nuova legge elettorale calabrese che ha soppresso il riferimento all’art. 5 della legge costituzionale n. 1 del 22 novembre 1999 che, in via transitoria, prevede, l’elezione a consigliere del miglior perdente alla carica di Presidente regionale.
Il Tar ricorda che la nuova legge regionale è stata approvata il 12 settembre 2014, quando il Consiglio regionale della Calabria era in regime di prorogatio per le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, rassegnate il 29 aprile e comunicate il 3 giugno al Consiglio regionale. Il “dubbio” sulla costituzionalità della legge elettorale “sorge, in primo luogo”, in base alle norme che prevedono che “nel periodo di prorogatio un organo legislativo sia titolare unicamente “delle attribuzioni relative ad atti necessari ed urgenti, dovuti o costituzionalmente indifferibili” come stabilito dalla Consulta. “D’altra parte – scrivono i giudici citando la Corte Costituzionale – è evidente che nell’immediata vicinanza al momento elettorale, pur restando ancora titolare della rappresentanza del corpo elettorale regionale, il Consiglio non solo deve limitarsi ad assumere determinazioni del tutto urgenti o indispensabili, ma deve comunque astenersi, al fine di assicurare una competizione libera e trasparente, da ogni intervento legislativo che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori”.

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