lunedì 23 aprile 2018 16:59
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Il Siap denuncia “carente sicurezza e tutela per le forze dell’ordine”

Reggio Calabria. Gli operatori di polizia aggrediti in servizio e finiti in ospedale nell’anno 2014 sono “parecchie” centinaia; un dato allarmante e inquietante che riguarda i soli poliziotti impegnati quotidianamente sulle strade, e non anche quelli impiegati nei servizi di ordine pubblico. Ben si guardano politica ed istituzioni da ufficializzare il dato, sminuendolo invece con pubblici complimenti e riconoscimenti in occasioni di importanti risultati, ed in quei rari casi estremi, con la formale presenza a funerali di stato. Non minimizziamo che la molteplicità dei risultati di servizio è ottenuta, in gran parte, grazie a spirito di sacrificio e abnegazione, a dignità e responsabilità, a senso del dovere e professionalità che animano le Forze dell’Ordine nonostante non gli vengano forniti gli strumenti operativi e giuridici che gli consentano di svolgere la propria attività in sicurezza (mancanza di certezza della pena, adeguati strumenti di difesa passiva)  nonché la garanzia di appropriata tutela.
Stiamo aspettando da anni l’introduzione di un banale spray urticante e l’adozione di protocolli operativi in grado di regolamentare una professione che diventa giorno dopo giorno sempre più difficile. Siamo nell’epoca in cui ti aspetta li, proprio dietro l’angolo come una mannaia, l’avviso di garanzia, la sanzione disciplinare, l’aggressione. Per alcuni delinquenti sta quasi diventando un hobby cercare lo scontro col poliziotto, anche durante un banale controllo di routine, tra l’altro incoraggiati dai sempre più frequenti segnali di depenalizzazione di reati sorti per tutelare proprio i pubblici ufficiali, e non solo. Un episodio che ci ha lasciati scombussolati e sconcertati, la cui rabbia non è stata ancora smaltita nonostante sia già trascorso un mese, è quell’atto di pseudo cannibalismo accaduto in piazza Garibaldi ad opera di un cittadino indiano che, immotivatamente ed inaspettatamente, aggrediva un Sovrintendente della Polizia di Stato, impegnato in uno dei consueti controlli di polizia, e con un morso gli tranciava una falange del dito pollice.
Lamentiamo che i continui tagli, il blocco dei turn over e le leggi poco incisive ci stanno gradualmente svigorendo.
Richiamiamo un messaggio lanciato nel 2008 dal compianto Capo della Polizia, Antonio Manganelli, che giustamente disse: “i soldi spesi per la sicurezza non sono costi, bensì investimenti”. Ribadiamo che le forze dell’ordine sono l’unico baluardo di democrazia e legalità. Denunciamo la carenza di sicurezza e di tutela delle Forze dell’Ordine.

Il Segretario Generale Provinciale
Antonio Marcello Santoro

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