venerdì 20 aprile 2018 18:29
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Scilla (photo Chiara Bello)

A Scilla un corso internazionale di approfondimento sulla bioetica

Reggio Calabria. Si è tenuto a Scilla l’innovativo Corso internazionale di bioetica dal titolo “Bioethical challenges and dilemmas in a rapidly evolving biomedicine”. Le giornate di approfondimento, promosse e curate da Francesco Saverio Ambesi-Impiombato, con il patrocinio dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e del Stanley S. Scott Cancer Center dell’Università della Luisiana in New Orleans, hanno visto la partecipazione di qualificati docenti delle università di Udine, Catanzaro, Parigi, Amsterdam, Nijmegen, New Orleans, Praga, Lubiana, Santa Maria, Temuco e Santiago del Cile. I ventidue studenti selezionati all’interno delle suddette università, hanno seguito il Corso, in lingua inglese, che aveva lo scopo di fornire le basi delle principali tematiche di bioetica. La medicina sta cambiando a velocità vertiginosa grazie al rapido sviluppo scientifico e tecnologico, creando conflitti morali tra ciò che è tecnologicamente possibile e ciò che è moralmente attuabile. I pazienti hanno oggi accesso a una grande quantità d’informazione via internet che può essere non ben compresa e fuorviante se non gestita in maniera adeguata. Le banche dati raccolgono informazioni sul nostro genoma, sulle nostre finanze, sui nostri stili di vita che se non adeguatamente protetti possono ledere l’autonomia e la privacy di ciascuno di noi. Gli stili di vita non riguardano il singolo ma influenzano l’intera società nella gestione delle risorse sanitarie ed economiche. L’economia diventa sempre più importante nel determinare il tipo e la quantità di prestazioni sanitarie da fornire ai pazienti. I medici hanno bisogno di certezze su tematiche etiche per proteggere i propri pazienti. I risultati della ricerca di base devono essere traslati nella pratica clinica quotidiana. I futuri professionisti (non solo medici o infermieri ma anche avvocati, farmacisti,…) hanno bisogno di nuovi metodi di approccio alla soluzione di questi e di altri problemi nell’approccio con il paziente. Per affrontare questi e altri problemi abbiamo bisogno di adottare nuove metodologie educative. Dal confronto costruttivo tra studenti e docenti, in una “learning community”, possiamo porre le basi per un nuovo approccio educativo in medicina. E non solo. Le nuove tecnologie e terapie devono adattarsi alle norme ed i valori dei pazienti e non viceversa. Solo partecipando in questa “learning community” di clinici, scienziati e pazienti potremo dar risposta a questi dilemmi etici sempre più attuali e pressanti.

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