venerdì 20 aprile 2018 18:25
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Melito Porto Salvo. Controllo del territorio dei Carabinieri: arresti e denunce

Melito Porto Salvo (Reggio Calabria). Ininterrotta è la vigilanza ed il controllo del territorio svolti anche in questo weekend dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, diretta dal capitano Gennaro Cascone. Difatti, in data 7 maggio, una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Melito Porto Salvo, ha arrestato, in flagranza delle norme inerenti gli obblighi della sorveglianza speciale, C.D. 32enne, disoccupato, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, poiché sorpreso, in più occasioni, in compagnia di persone pregiudicate. L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari, in attesa di essere sottoposto a giudizio direttissimo.
Invece, la sera dell’8 maggio 2015, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ha arrestato, in flagranza di reato per lesioni personali e rissa, i fratelli melitesi, entrambi studenti, J.P., ragazza di 20 anni e A.P., ragazzo di 23 anni, nonché un 23enne, C.R., disoccupato. Nel dettaglio, poco prima, in Piazza Mercato di Melito Porto Salvo, nel corso di servizio controllo del territorio, i militari hanno sorpreso i tre che avevano ingaggiato una furibonda lite per un presunto credito vantato dai germani nei confronti dell’altro giovane. La ragazza è stata trovata in possesso di un coltello a serramanico misurante cm.16, successivamente sequestrato. Agli stessi sono state prestate le cure del caso dai sanitari del 118 che hanno certificato alla donna uno “stato di agitazione – tachicardia” ed ad uno dei ragazzi una “escoriazione labbro superiore – segni di dermografismo rosso al giugulo e agli arti”, senza prognosi. L’Autorità giudiziaria ha disposto la traduzione dei giovani agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo.
Ancora, il 10 maggio, in Montebello Jonico, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile ha arrestato, in flagranza dei reati di resistenza a un pubblico ufficiale, lesione personale, minaccia aggravata, ubriachezza e porto di armi od oggetti atti ad offendere, A.M. 33enne di origini rumene, disoccupato. Nello specifico, l’uomo, in preda ai fumi dell’alcool, dopo il rifiuto del proprietario di un bar di vendergli ulteriori alcolici, ha aggredito l’esercente e lo ha minacciato brandendo una lima di cm.17, successivamente sequestrata, provocandogli una “frattura composta alla base del I metacarpo mano destra”, guaribile in trenta giorni senza complicazioni. All’arrivo
degli operanti, nonostante opponesse resistenza, è stato comunque bloccato ed ammanettato. Anche in questo caso l’autorità giudiziaria ha disposto la traduzione agli arresti domiciliari in attesa giudizio direttissimo.

Inoltre, nel complesso dell’attività repressiva e di prevenzione dei reati, i militari hanno segnalato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, i seguenti soggetti:
R.D., 52enne bagaladese, impiegato, poiché non ha adempiuto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, cui è sottoposto;
V.S.A., 38enne, bagaladese, allevatore, poiché ha lasciato pascolare nell’altrui fondo capi di bestiame bovino appartenenti alla propria azienda agricola;
C.G., 51enne, reggino, agente di commercio, poiché è stato sorpreso alla guida dell’autovettura di proprietà della ditta per cui lavora, privo di patente di guida perché revocata;
V.T., 33enne bovese, disoccupato, poiché a bordo dell’autovettura di proprietà del padre, ha cagionato un sinistro stradale in stato di ebrezza alcolica;
F.V. e C.R. rispettivamente 53enne bovese, operaio ed 82enne lauretino, pensionato, per omessa custodia di armi, poiché ad esito specifico controllo, risultavano detenere fucili, poi sequestrati, senza adottare le dovute precauzioni;
S.N. 38enne bovese, pizzaiolo, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minaccia, in danno della moglie convivente.

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