venerdì 20 aprile 2018 16:22
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Missione Adorno: i forestali del Noa arrestano un reggino, 15 denunce

Reggio Calabria. Come di consueto, dagli inizi degli anni ’80 anche quest’anno il personale del Nucleo Operativo Antibracconaggio dell’Ispettorato Generale (N.O.A) sta monitorando i territori della costa tirrenica reggina, ed in particolare quelli che vanno dall’estrema periferia sud del comune di Reggio Calabria, fino a lambire i comuni di Bagnara Calabra e Palmi. Tutto ciò al fine di consentire la migrazione del falco pecchiaiolo occidentale (Pernis Apivorus), detto localmente “Adorno”, un uccello migratore che trascorre l’inverno a sud del Sahara per giungere nel periodo primaverile in Europa per la nidificazione.
Si stima che siano circa 40.000 i pecchiaioli che passano da capo Bon e attraverso lo Stretto di Messina giungono, dopo un lungo viaggio, in Calabria sulla sponda reggina. Rispetto agli ultimi anni, in cui sembrava fossero drasticamente diminuite le attività di “bracconaggio”, si è registrato un sensibile aumento delle condotte antigiuridiche in ambito venatorio e in materia di armi. Il giorno 9 maggio scorso i forestali hanno compiuto nel territorio di Reggio Calabria un arresto in flagranza di reato di un soggetto colto mentre imbracciava un fucile la cui matricole sono risultate essere cancellate. Pertanto questi è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata (dal fatto di aver puntato il fucile in direzione della polizia giudiziaria operante). Conseguentemente l’arrestato è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di competenza per il giudizio di convalida della misura precautelare. Sono ancora in corso le attività di ricerca di ulteriori due soggetti, presumibilmente coinvolti nella vicenda che, alla vista dei forestali, si sono dati alla fuga.
Lo scorso fine settimana poi il personale del N.O.A ha deferito all’Autorità giudiziaria di competenza (nel Messinese) ben 11 persone (tra cui un minore di 15 anni) per porto abusivo di arma, omessa custodia, uso di richiamo elettromagnetico non consentito, caccia compiuta in periodo di chiusura generale. Tali soggetti sono stati sorpresi all’interno di un’azienda che svolge l’attività di addestramento dei cani da caccia e di abbattimento della selvaggina da allevamento. Dopo alcune ore di monitoraggio del territorio, anche grazie al supporto informativo dei volontari del C.A.B.S. (Committee Against Bird Slaughter) e dell’E.P.S. (Ente Produttori Selvaggina) i forestali sono entrati in azione alle prime luci dell’alba, ponendo fine alle condotte illecite suindicate. Sempre nel Messinese in questi giorni il N.O.A., congiuntamente al personale forestale appartenente alla Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura di Messina (dipendente dal Comando Regionale del CFS di Reggio Calabria), ha deferito all’Autorità Giudiziaria di competenza tre soggetti per furto aggravato in danno del patrimonio indisponibile dello Stato poiché sorpresi in un mercato rionale della città con 19 esemplari di cardellino, esposti alla pubblica fede, prima di essere ceduti a terzi acquirenti. I piccoli volatili, giudicati in buone condizioni, sono stati immediatamente liberati e restituiti al loro “habitat” naturale. Le azioni di cui sopra vanno anche a contrastare il fenomeno, assai diffuso nel reggino, dell’uso di armi rubate a cacciatori che vanno ad alimentare un mercato clandestino caratterizzato da livelli di assoluta spregiudicatezza e spregio delle normative in materia.

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