sabato 21 aprile 2018 08:00
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Basket, campionato CSI: finisce in rissa la finale fra Aleandre e Magic, partita sospesa

Reggio Calabria. Doveva essere una super sfida quella di ieri fra l’Aleandre e la Magic Reggio Calabria, la prima campione d’Italia uscente, l’altra vera sorpresa del campionato CSI. Dopo le prime due gare in cui si è evinto il sostanziale equilibrio fra le due compagini, ieri sera il parquet avrebbe dovuto decretare il vincitore del campionato, cosa che invece non è accaduta (o per lo meno sul campo) visto che la gara è stata sospesa per una grossa rissa che ha coinvolto atleti, pubblico e addetti ai lavori.
Clima che si supponeva già incandescente a causa di vecchie ruggini fra gli atleti, quello che non ci si poteva aspettare è invece la gestione del nervosismo di alcuni tesserati che hanno dapprima dato luogo a scaramucce in campo, per poi concludere con veri e propri atti di intemperanza avvenuti sia fra tesserati, che verso il pubblico, sul quale è stato anche scagliato il pallone di gioco. In particolare due atleti, uno in campo ed uno in vesti “civili” hanno dato vita a una rissa che ha coinvolto successivamente altre persone presenti alla palestra (dove tra l’altro la cornice di pubblico accorso era significativa). Gli arbitri non hanno avuto alcuna opzione se non quella di decretare la sospensione del match, sul cui risultato (ovviamente a tavolino) si pronuncerà oggi l’organo competente.
Anche fuori dall’impianto si sono registrati episodi incresciosi, con “paroloni” da ambo le parti e qualcuno che evidentemente ancora non aveva sopito i bollenti spiriti  che ha continuato la ricerca del contatto fisico con gli avversari, per poi proseguire la diatriba sui social network.
Un pessimo spettacolo fornito da due realtà che sinora, soprattutto l’Aleandre con lo scudetto nazionale dell’anno scorso, avevano dato lustro al campionato regionale cestistico. Un episodio, questo, che deve far riflettere tutti gli addetti ai lavori, appassionati di basket e semplici spettatori: la pallacanestro non è fatta per episodi del genere, tanto meno in  una piccola città che si “nutre” di questo sport e che “dovrebbe” essere una grande famiglia di cestisti.

William D’Alessandro

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