venerdì 20 aprile 2018 01:24
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Carcere di Arghillà, assemblea della Uilpa col personale di Polizia Penitenziaria

Reggio Calabria. Si è tenuta ieri mattina alle 10,00 l’Assemblea con il personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Arghillà. All’Assise hanno preso parte Il Segretario Nazionale Gennarino De Fazio, il Regionale Salvatore Paradiso ed il Provinciale Bruno Fortugno. Durante i lavori dell’assemblea, voluta dal Dirigente Sindacale Locale -Paolo Pietro Mola, sono emerse le problematiche che affliggono il personale di Polizia Penitenziaria. L’attuale pianta organica prevede 27 unità di personale femminile e solo 19 unità di personale maschile, in un Istituto dove la Sezione femminile non esiste. Sono 84 le unità di Polizia Penitenziaria almeno sulla carta, anche se a lavorare nella struttura sono di fatto 35 chiamati a svolgere la sorveglianza di 205 detenuti, tanti sono le presenze ad oggi nel penitenziario. Il personale che vi opera è per il 85% distaccato da altre sedi atteso che in pianta organica in atto risultano effettivamente assegnati solo 11 unità. Continua il Sindacalista Paolo Mola: “A più di due anni dall’apertura dell’Istituto, inizialmente a custodia attenuata, ha cambiato pelle in corso d’opera, divenendo una Casa Circondariale. Sembra proprio di vivere dimenticati dai Vertici della nostra Amministrazione” afferma il Sindacalista.
La Uil, non comprende tuttora le scelte politiche del Dap e si chiede come mai ancora oggi non è stato assegnato un Direttore in pianta stabile. Qui si fanno turni di 8 ore, a fronte delle 6 previste dal contratto, non mancano le presenze di detenuti appartenenti a diverse nazionalità, vi sono continui nuovi ingressi dalla libertà, alcuni affetti da particolari patologie,(basti pensare agli scafisti che trasportano gli immigrati clandestini) isolati giudiziari, sanitari, non ci manca niente- manca solo il personale per poter operare dignitosamente, nel rispetto delle regole e delle parti, quella del sorvegliante e quella del sorvegliato. Il parco-automezzi conta di pochi mezzi. Si denuncia l’inesistenza di locali, di strumenti di attività ricreative affinché il personale, fuori dagli orari di lavoro potesse coltivare quel rapporto interpersonale che favorisce la coesione di un gruppo di lavoro, ma che spesso e per svariati motivi, ne viene sottovalutata l’importanza. “La questione è molto cara ai vertici del Dap che con più circolari interne hanno sollecitano le articolazioni periferiche – affinché si attivino per il benessere del personale, per fronteggiare il fenomeno del Burnout –molto poco, anche se si apprezza lo sforzo della locale Direzione di Arghillà, la quale qualche mese addietro, ha disposto l’acquisto di un tavolo da gioco posizionandolo in una delle sale che ospita la TV.  Se è vero che lo stress da lavoro correlato può essere definito come la percezione di squilibrio, avvertita dal lavoratore quando le richiese dell’ambiente lavorativo eccedono, le capacità individuali per fronteggiare tali richieste, rappresentano l’anticamera del Burnout, qui ad Arghillà’ siamo sulla buona strada. Facciamo qualcosa e facciamo subito. La Uil metterà a conoscenza i vertici del Dap tramite una nota del Segretario Nazionale De Fazio”, chiosa il sindacalista.

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