domenica 22 aprile 2018 10:38
default-logo

Istituto San Vincenzo de’ Paoli. Scongiurata la chiusura nel 2016, per il futuro si chiede chiarezza

Reggio Calabria. Il San Vincenzo non chiuderà la scuola media e superiore entro il 2016, come invece espresso a mezzo raccomandata qualche giorno fa. “Gli studenti avranno dunque la possibilità di concludere il proprio ciclo di studi. Rimane ferma la posizione in merito alle iscrizioni alle prime classi della secondaria di primo e secondo grado: queste classi non apriranno. Se da un lato questo primo confronto ha portato a un mezzo risultato, procrastinando di circa tre anni la chiusura data per scontata nel 2016, è evidente che questo non ci basta: chiediamo, vogliamo, pretendiamo una scuola davvero rilanciata sul territorio, e non destinata all’eutanasia. Il progetto è chiaro e ambizioso e può essere visionato da quanti lo chiedano. Una scuola che sia espressione del territorio, vicina alle fragilità della città e della sua provincia, mezzo di emancipazione culturale ed educativa. Non dunque una Scuola a tutela di un’upper class –come spesso erroneamente, anche per propri difetti, il San Vincenzo è percepito- ma davvero traduzione del meglio, (in termini di pedagogia-impegno-elaborazione critica…) che la società civile e culturale reggina sa esprimere. Il Comitato non si è costituito per ottenere accomodamenti sull’esistente, ma per salvaguardare, tutelare, incrementare e rendere più incisiva l’azione educativa del San Vincenzo. La scelta di un’assemblea pubblica -svoltasi presso l’aula del Consiglio Comunale grazie alla sensibilità del Consigliere Bova e del Presidente del consiglio Delfino, alla presenza dei consiglieri comunali Quartuccio ( che ha fatto gli onori di casa) e Matalone, nonché del Consigliere Provinciale Zavettieri- è stata voluta per centrare il focus sull’argomento: il San Vincenzo è una risorsa educativa e culturale del territorio. Come tale il Comitato intende rilanciarlo, rimettendo in campo il progetto elaborato più di un anno fa insieme al Ce.Re.So. e che oggi, paradossalmente, avrebbe ancora più forza, grazie al sostegno e alla solidarietà espressi da più parti. Si è chiarito come l’interruzione della trattativa con l’imprenditore messinese sig. Busacca non sia dipesa dalla volontà dei lavoratori, quanto da una reiterata mortificazione dei principali diritti dei lavoratori in tema di cessione e di passaggio ad altro datore di lavoro. A pochi giorni da quello che sembrava un accordo raggiunto, si è palesata invece una proposta molto poco ortodossa, finalizzata a godere dei vantaggi (per l’investitore, si intende) del Jobs Act. Proposta ascoltata con grande sconcerto e rientrata quasi subito, peraltro, per tornare ad orientarsi sempre su una cessione con contratto peggiorativo, espressione di un certo modo di concepire il lavoro, per di più un lavoro “di parte”, come quello educativo. Aspetto che è una reale dequalificazione del ruolo stesso della scuola: in che modo educare alla libertà e alla giustizia, in un clima simile? Grazie alle analisi dell’Avv. Giuseppe Morabito e dei sindacalisti Elisa Gambello e Giovanni Geresia, si sono evidenziati i numerosi difetti procedurali nella vicenda, che andranno opportunamente approfonditi, nel desiderio di un confronto sereno con la Congregazione delle Suore della Carità. L’obiettivo unanime, che certo è anche quello delle Suore, è aiutare il San Vincenzo a crescere, confermandosi nella sua storia di importante presenza in questo territorio. Le decisioni al momento espresse dalla Congregazione rimangono non soddisfacenti, in tal senso. Rimane aperta l’opportunità espressa dai genitori e dalle Istituzioni di collaborare per un vero rilancio della Scuola San Vincenzo. La porta è aperta: c’è bisogno, però, di un interlocutore – la Congregazione- che voglia ascoltare e sedersi davvero ad un tavolo di confronto”.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo