martedì 24 aprile 2018 12:27
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Il vicepresidente del Consiglio D’Agostino sul fenomeno migratorio e sul documento approvato dall’Assemblea

Reggio Calabria. “Il drammatico fenomeno migratorio che sta interessando il Mediterraneo e le sue sponde necessita di una gestione politica internazionale davvero condivisa e caratterizzata dal rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo”. Lo sostiene il Vice Presidente del Consiglio regionale Francesco D’Agostino che ha voluto ribadire “l’importanza del segnale unitario e responsabile che il Consiglio regionale della Calabria ha saputo dare votando all’unanimità un documento che richiama il Governo italiano e l’Europa ad una maggiore responsabilità verso il fenomeno migratorio”. “Su questo tema – ha proseguito Francesco D’Agostino – c’è in gioco lo stesso principio di civiltà su cui si fonda l’Europa unita. Ed, allo stesso tempo, la vita e la dignità di migliaia di uomini, donne e bambini che non possono essere declassate a mero calcolo numerico. Da questo punto di vista – ha puntualizzato il Vice Presidente del Consiglio regionale – la Calabria ha lanciato un segnale chiaro. Senza una visione d’insieme, e senza una politica comunitaria seria, l’immigrazione di massa verso l’Europa rischia di trasformarsi in un dramma di proporzioni gigantesche. Sia chiaro, questa è l’ora della responsabilità. La stessa responsabilità che il Governo italiano dovrà dimostrare verso quelle regioni direttamente interessate dagli sbarchi e chiamate a fronteggiare da subito l’emergenza. In questo senso, servono strumenti e risorse congrue alla portata del fenomeno”. Per Francesco D’Agostino “l’auspicio è che la politica internazionale trovi rapidamente una sintesi utile all’avvio di un nuovo percorso di gestione dell’immigrazione di massa. Non è alimentando le paure dei cittadini che si risolvono le problematiche – ha concluso il Vice Presidente del Consiglio regionale – ma per governare un fenomeno di queste proporzioni, da adesso in poi, servirà il contributo responsabile di tutti i soggetti politici e istituzionali d’Europa”.

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