giovedì 26 aprile 2018 23:03
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False revisioni. Sequestrati 2 centri revisione auto, 10 misure cautelari: coinvolti 6 funzionari della Motorizzazione

Palmi (Reggio Calabria). I finanzieri della Compagnia di Palmi, rende noto un comunicato stampa della Procura della Repubblica, hanno eseguito 10 misure cautelari personali, fra la provincia di Reggio Calabria e Messina, di cui 6 nei confronti di funzionari della MCTC (Motorizzazione Civile) di Reggio Calabria, nonché il sequestro di 2 sedi del centro revisioni “CMP Revisioni” e di 125 carte di circolazione di mezzi pesanti ed autoveicoli.
L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica di Palmi, Ottavio Sferlazza, e dal sostituto procuratore Luigi Iglio, e condotta dai militari della Guardia di Finanza, ha permesso di ricostruire il modus operandi, attraverso il quale venivano effettuate le false revisioni, e di verificare l’esistenza di una presunta associazione a delinquere finalizzata alla commissione di numerosi reati di falso in atto pubblico.
Le Fiamme Gialle, a termine di un’articolata attività d’indagine, hanno disvelato che presso il “CMP Revisioni” i controlli sarebbero stati svolti in maniera incompleta o, in molti casi, venivano svolti senza che i veicoli fossero presenti. In particolare, i funzionari della MCTC, per i quali la normativa prevede obbligatorio l’intervento per le revisioni di mezzi la cui massa a pieno carico risulta superiore a 3,5 tonnellate, nell’esercizio delle proprie funzioni ed investiti della carica di Pubblico Ufficiale, in diverse sedute, facevano risultare come regolarmente eseguite le prescritte revisioni, omettendo di eseguire i controlli obbligatori e inserendo, nei report finali, prove strumentali relative ad altri mezzi. Inoltre, i responsabili dei centri di revisione, al fine di “agevolare” determinati clienti, avrebbero inserito i mezzi in condizioni particolarmente a rischio, in relazione alla turnazione dei funzionari della motorizzazione civile incaricati, evitando, in questo modo, la bocciatura dei controlli.
Il provvedimento ablativo – disposto da gip Fulvio Accurso, presso il Tribunale di Palmi – è stato emesso nei confronti di Francesco Fonti 58enne nato a Cinquefrondi, Michele Amato 39enne nato a Esslingen in Germania, Antonio Marzo 30enne nato a Polistena, titolare e dipendenti dei centri di revisione, per i quali è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, per le ipotesi di reato p.p. dagli artt. 416 co. 1, 2 e 5 c.p., 110, 81 cpv. e 479 c.p., e nei confronti di Giancarlo Cutrupi 65enne nato a Reggio Calabria, Nicola Bardetta 58enne nato a Messina, Demetrio Geria 57enne nato a Reggio Calabria, Giuseppe Vilasi 60enne nato a Reggio Calabria, Orazio Calabrò 65enne nato a Reggio Calabria, Paolo Rosario Foti 58enne nato a Bagnara, tutti ingegneri della Motorizzazione Civile di Reggio Calabria e Serafino Mangeruga 59enne nato a Polistena, altro socio del centro revisioni, per i quali ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora, per le ipotesi di reato p.p. dagli artt. 416 co. 1, 2 e 5 c.p., 110, 81 cpv. e 479 c.p..
Tra i beni oggetto del sequestro figurano la sede del Centro Revisioni sito in Cinquefrondi, consorziato con il “CMP Revisioni”, e la sede del Centro Revisioni sito in Polistena, anche quest’ultimo consorziato con il “CMP Revisioni”.
Inoltre, ulteriori sintomatici elementi dell’irregolare esecuzione delle revisioni sarebbero pervenuti dalle risultanze delle attività di intercettazione telefonica e video, nonché dagli esiti delle attività di perquisizione e successiva acquisizione documentale, dalla disamina dei quali sarebbero risultate numerose anomalie e incongruenze tra il numero di veicoli che accedevano alle diverse sedi e il numero di revisioni effettuate nello stesso giorno, nonché discrasie inerenti i tempi necessari per una corretta esecuzione dei controlli.
Tali condotte, attraverso attestazioni di idoneità false e artificiose, hanno immesso in circolazione mezzi in condizioni che presentavano evidenti anomalie, nella consapevolezza, sempre secondo l’accusa, dello stato di inadeguatezza ed elevato pericolo per la circolazione stradale e, di conseguenza, per la sicurezza della collettività. L’operazione conclusa dai finanzieri testimonia il costante presidio esercitato dal Corpo su tutto il territorio, con l’obiettivo di tutelare i cittadini salvaguardando il rispetto delle regole e della legalità.

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