venerdì 20 aprile 2018 11:02
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L’arte della villese Rosaria Straffalaci al servizio della Sardegna

Villa San Giovanni. “La chiamerò Gloria”, di certo questo sarà stato il primo pensiero dell’artista Rosaria Straffalaci, anche oggi, a un anno dalla prima volta. Allora, nel febbraio 2014, “Gloria” era il nome che lei aveva scelto per la sua figlioletta, che, purtroppo, non ha mai visto la luce; oggi “Gloria” è il nome che ha assegnato al murales che renderà eterna la sua arte e la sua bimba. Rosaria Straffalaci è un’artista nata a Villa San Giovanni nel Marzo ‘74 e formatasi presso il Liceo Artistico Statale Mattia Preti e l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria nella scuola di Pittura, negli anni scorsi ha lavorato come insegnante di Educazione Artistica e Storia Dell’Arte, adesso si occupa di arredamento d’interni, disegnando e producendo mobili su misura in fibre naturali. Negli ultimi venti anni, però, non ha smesso di dedicarsi all’arte, realizzando numerose mostre e studiando e sperimentando sempre nuove tecniche nell’alveo della pittura informale che, da sempre, rappresenta la sua corrente artistica.
Da circa dieci anni l’arte di Rosaria Straffalaci si è arricchita con la tecnica dell’utilizzo dei materiali di recupero come juta, scarti di edilizia e rifiuti. Benché Rosaria risieda da più di dieci anni ad Assemini (CA), la sua storia e la sua formazione sono intimamente radicate in Calabria, tanto che la sua prima Personale di pittura è stata esposta nel 1995, presso Società Operaia di Mutuo Soccorso di Villa San Giovanni. La storia di Rosaria, come spesso accade ai grandi artisti, è segnata da diversi momenti bui, il più tragico, probabilmente, la perdita della sua bambina, Gloria, al nono mese di gestazione. Oggi Rosaria, con l’aiuto dell’artista Pinuccio Sciola, potrà dare una collocazione eterna alla sua bambina, che diverrà immortale grazie all’arte della sua mamma. Pinuccio Sciola, artista di fama internazionale, è conosciuto per la sua attività nella promozione dei murales e per aver reso San Sperate (CA), il suo paese d’origine, famoso per questa forma d’arte e per l’invenzione delle pietre sonore, sculture simili a grandi menhir (principalmente calcari o basalti), che risuonano una volta lucidate con le mani o con piccole rocce. Le sculture pietre sonore di Pinuccio Sciola vengono esposte in tutto il mondo e vengono organizzati concerti in cui queste sculture sono veri e propri strumenti musicali; esse sono fonte di ispirazione per artisti, musicisti e compositori in ogni parte del mondo. Pinuccio Sciola inizia l’attività di muralista nel 1968, quando progetta di trasformare il paese di San Sperate in “paese museo”.
L’iniziativa ha da subito trovato il sostegno di numerosi artisti italiani e stranieri tra i quali Foiso Fois, Primo Pantoli, Giorgio Princivalle, Gaetano Brundu. “NoArte- PaeseMuseo”, l’associazione culturale di cui Pinuccio Sciola è direttore artistico, promuove il recupero della tradizione di 40 anni di muralismo nel paese di San Sperate per traghettarli nel terzo millennio. Sono più di 400, attualmente, murales realizzati a San Sperate da differenti artisti provenienti da tutto il mondo. L’incontro tra Rosaria e Pinuccio avviene a Maggio del 2015, quando Rosaria invia delle fotografie dei suoi dipinti a Sciola. L’artista rimane subito colpito e chiede a Rosaria di raggiungerlo a San Sperate, nel suo studio, per vedere dal vivo i suoi lavori. Lì la pittrice calabrese ha la possibilità di raccontare al maestro, come lei stessa ci riferisce “lo stato d’animo che mi affliggeva, la paura che spesso è più forte dell’idea, vincendola”. In quel momento Sciola invita Rosaria a realizzare un suo murales a San Sperate. L’emozione forte non impedisce alla Straffalaci di abbracciare con entusiasmo il progetto, riportando immediatamente il suo cuore di madre alla sua piccola mai nata. Da questo incontro si sviluppa il progetto murales “Gloria”: “Intendo realizzare nella parte superiore un grembo materno, la parte prossima alla linea di sutura del taglio cesareo, utilizzando vera pelle color carne e renna cammello imbottita con gommapiuma o altro materiale idoneo. La linea della cicatrice da taglio sarà in materiale resistente all’acqua in rilievo rifinita con chiodi da tappezziere. Nella parte sinistra in alto realizzerò dei macro mattoncini lego che avranno i reali colori degli originali (giallo, verde, rosso, e azzurro) saranno disposti in ordine e si muoveranno su più piani a delimitarli sarà un pannello da coibentazione utile per effettuare una combustione. La restante parte sarà informale dove il mio istinto tirerà fuori i sentimenti conservati nell’intimo della mia coscienza. Rosaria ha già iniziato i lavori preliminari che la porteranno alla realizzazione del murales, creando dei lego, utilizzando pannelli per la coibentazione e utilizzando la pelle di una vecchia poltrona per ricreare il suo grembo. Attraverso il progetto “Gloria” Rosaria Straffalaci, avrà modo di rendere eterna la sua arte e di regalare all’immortalità la sua bimba, raccontando a tutte le donne che vivono lo stesso dramma, che dalla disperazione più profonda possono nascere la gioia e la speranza. Non è solo un capolavoro di inestimabile valore quello che la nostra conterranea si appresta a regalare alla città museo di San Sperate, ma anche un germe di speranza, da condividere con tutti coloro che potranno avere modo di conoscere e godere della sua arte. Ci auguriamo, dunque, che non solo la Sardegna possa beneficiare della creatività e competenza di questa artista, ma che presto anche qui da noi, magari in riva allo Stretto si possa avere l’opportunità di ritrovarla, conoscerla e apprezzarla, come artista e come donna. Un in bocca al lupo, dunque, a Rosaria per il suo lavoro e un arrivederci a un futuro impegno sulle rive di quel mare che, nei secoli, ha sempre ispirato artisti, poeti e marinai.

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