domenica 22 aprile 2018 12:19
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Luciano Squillaci spiega le ragioni delle sue dimissioni da Portavoce del Forum del Terzo Settore

Reggio Calabria. Di seguito la lettera di dimissioni indirizzata dall’avv. Luciano Squillaci, portavoce del Forum del Terzo Settore, indirizzata alle Organizzazioni aderenti al Forum del Terzo Settore di Reggio Calabria e per conoscenza al Portavoce del Forum Nazionale Pietro Barbieri e al Portavoce del Forum Regionale Gianni Pensabene.

Non avrei mai voluto scrivervi questa lettera, preferendo le comunicazioni a voce nelle sedi istituzionali, ma purtroppo i tempi che mi vengono imposti ed il rischio che le informazioni che devo darvi vengano distorte dal passaparola, rende necessaria questa comunicazione diretta. Come qualcuno di voi già sa, lo scorso 17 giugno ho comunicato al Comitato di coordinamento del Forum la mia intenzione di rassegnare le dimissioni da portavoce il prossimo 30 giugno. Da quel momento, ai sensi dello statuto, fino alle elezioni del nuovo comitato di coordinamento e del nuovo portavoce (come sapete già programmate per fine settembre nell’ambito del percorso di riorganizzazione territoriale), svolgerà le funzioni il consigliere più anziano che, nel nostro caso, è Nuccio Quattrone, persona che molti di voi già conoscono e che ha condiviso il nostro percorso sin dal principio.
I motivi che hanno determinato le dimissioni sono sostanzialmente due. Il primo contingente, e ad esso è dovuta l’accelerazione di questi giorni; il secondo certamente più meditato e frutto di una attenta riflessione personale. Partiamo dal motivo contingente. Voi sapete che il nostro Forum ha ottenuto, faticosamente, il riconoscimento, entrando a far parte della rete del Forum Nazionale del Terzo Settore. Un risultato importantissimo frutto dello sforzo comune che ci ha portato, nel corso degli ultimi sei anni, da semplice coordinamento informale, ad essere una parte sociale di carattere provinciale, con articolazione in ben quattro forum territoriali. Un percorso che ci viene riconosciuto e rappresenta un punto di riferimento per molti territori che stanno provando ad organizzarsi in reti di rappresentanza. Oggi il nostro Forum è una realtà consolidata che con l’assemblea di fine aprile, in ottemperanza al nuovo regolamento nazionale, si è dotato di un assetto definitivo, riorganizzandosi in 5 forum territoriali, ciascuno dotato di piena autonomia ma coordinati tra loro all’interno di un organismo unitario di carattere provinciale che abbiamo voluto chiamare interforum. Ebbene, il nostro essere Forum, parte integrante della rete nazionale dei forum del terzo settore, ci impone, ancora una volta, di rispettarne le regole. In particolare lo scorso 11 giugno l’assemblea nazionale ha approvato il regolamento sulle incompatibilità per i portavoce ed i dirigenti dei forum. All’art. 3 del regolamento è fatto divieto ai portavoce di ricoprire ruoli nei Centri di Servizio al volontariato e nelle relative reti regionali e nazionali. Tale divieto, configurato dal regolamento approvato come un conflitto di interessi, come credo a conoscenza di molti, mi riguarda da vicino poiché oltre ad essere nel consiglio direttivo del CSV di Reggio Calabria, sono anche componente del coordinamento regionale dei centri di servizio e, soprattutto, ricopro la carica di vicepresidente nazionale di CSVnet (il coordinamento nazionale dei CSV d’Italia). Un ruolo, quest’ultimo, cui sono incaricato come consigliere delegato della Calabria e che motivi di lealtà e coerenza verso gli impegni assunti mi impediscono di lasciare, essendo peraltro l’unico meridionale nell’ufficio di presidenza. Ciò, ipso iure, determina la mia decadenza dalla carica di portavoce (con efficacia dal prossimo 3 luglio, data di entrata in vigore del regolamento approvato).
Tale statuizione, (al di lá di qualsivoglia ragionamento di merito sulla condivisione o meno della stessa) mi ha determinato nel rassegnare le dimissioni a far data dal prossimo 30 giugno, data in cui ho già fissato l’ultimo Comitato di coordinamento che presiederò. Il rispetto che nutro per le regole e per i processi democratici che le determinano, all’interno delle organizzazioni, mi impone infatti una scelta immediata e senza tentennamenti.
Ma questo, come detto, è solo il motivo contingente che mi ha spinto ad accelerare un processo di sostituzione che comunque avrei portato a termine nel giro di un anno. Sono sempre stato convinto, infatti, che le organizzazioni non debbono riconoscersi per le persone che le dirigono, ma al contrario, sono le persone che debbono riconoscersi nei valori fondanti delle organizzazioni. Questo vale per tutte le associazioni, ma ancora di più per gli organismi di rappresentanza come il Forum del Terzo Settore. Per questo, dopo quasi sei anni che ricopro il ruolo di portavoce (prima del coordinamento e poi del forum), è giunto il momento di lasciare che altri, in una corretta e giusta rotazione, portino avanti (oppure conducano) questa esperienza, certamente faticosa, ma straordinariamente arricchente e, lasciatemi dire, per molti versi esaltante. Non è falsa modestia, ma una ferma convinzione, che mi spinge a ritenere che è giunto il momento per il sottoscritto di fare un passo indietro, consentendo al nostro forum, magari anche attraverso l’apporto di forze fresche e nuove, di crescere ancora e rinforzarsi ulteriormente. Per quanto mi riguarda, a suo tempo, ho scelto di passare la mia vita accanto a chi soffre, chi è povero, chi è emarginato, abbandonato, in quelle che oggi il Papa chiama le periferie esistenziali. Una scelta che ho poi avuto la fortuna di concretizzare anche facendola diventare il mio lavoro, la mia professione. Ho avuto la possibilità di scegliere, e ho scelto il lavoro che sento più in linea con i miei valori e con la mia fede. Per questo mi sento un privilegiato. Negli ultimi anni però i tanti impegni del Forum e la necessità di rappresentare il nostro mondo, seppure ho sempre vissuto il ruolo come strumento per tutelare i diritti dei più fragili, mi hanno portato spesso lontano dall’essenza delle mie scelte: le persone. Si sono ridotti incredibilmente i momenti che ho potuto passare con coloro che considero i miei “padroni” lasciandomi orfano di una fonte per me vitale, senza la quale rischio fortemente di inaridire la mia scelta. Ora quindi sento forte il bisogno di tornare a vivere la radicalità originaria che mi ha portato ad essere, nel bene e nel male, ciò che sono adesso. Una radicalità che per me, cattolico, non può che essere che quella evangelica. Certamente nel rappresentare il nostro mondo credo abbiamo raggiunto risultati importantissimi per i cittadini più deboli di questa nostra terra. Troppo spesso, però, la responsabilità del ruolo mi ha obbligato a ricercare mediazioni e accordi nell’interesse di tutti, non sempre completamente in linea con il mio personale pensiero ed il mio modo di essere Nulla di trascendentale, ma un portavoce del Forum deve saper accettare anche di mettere da parte le proprie convinzioni e le proprie idee per ricercare sintesi che siano condivisibili da tutti. Ora sento di avere necessità di ritornare più liberamente al fondamento delle mie scelte, senza dovermi preoccupare di ricercare sempre punti di incontro, tornando a svolgere con la dovuta umiltà il lavoro che ho scelto di fare. Credo fermamente nell’esperienza che abbiamo costruito insieme e nella sua solidità. Non ho dubbi, pertanto, che il forum, come è giusto, non solo saprà fare a meno di me, ma potrà progredire ricevendo nuovi impulsi e nuovi stimoli.
A me resta l’orgoglio di avere guidato a lungo un percorso di rivalsa e dignità per i diritti delle persone e per il terzo settore reggino. Porterò sempre con me la ricchezza dei volti, delle storie, delle esperienze che ho incontrato e conosciuto e con le quali ho avuto la fortuna di condividere il cammino. Molte sono state le persone che mi sono state vicine, che mi hanno sostenuto, sopportato, ascoltato nei tanti momenti di difficoltà, che hanno saputo condividere con me le gioie e le sconfitte. Rischierei di dimenticare qualcuno se ora provassi a fare una lista, ma porto tutti nel mio cuore, ed a loro, in particolare, va il mio ringraziamento. Resta, infine, la consapevolezza che avrei potuto fare di più e meglio, ma al contempo la serenità di essermi sempre sforzato per l’interesse generale. Un abbraccio.

Luciano Squillaci

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