martedì 24 aprile 2018 08:29
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Federico Cafiero De Raho

Operazione Erga Omnes. Corte dei Conti segnala numerosissime irregolarità anche sui fondi regionali nel 2013

Reggio Calabria. “E’ uno spaccato certamente molto ampio e diffuso di quella che è stata l’utilizzazione dei fondi regionali negli anni 2010, 2011 e 2012”. Così il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, ha commentato i risultati dell’indagine sui contributi regionali per i gruppi politici regionali della Calabria, denominata “Erga Omnes”, condotta dalla Guardia di Finanza che stamani ha eseguito 8 misure cautelari personali e 27 sequestri di beni.
Il procuratore, dopo avere chiarito che l’odierna indagine verte sull’utilizzo dei fondi regionali negli anni 2010, 2011 e 2012 ha aggiunto: “La stessa Corte dei Conti, nella sua sezione di controllo della contabilità, sezione della Calabria, ha anche rilevato che nel 2013 numerosissime sono state le irregolarità riguardanti gli stessi fondi”. “Su questa parte – ha concluso Cafiero De Raho – la nostra indagine non si è ancora sviluppata”.
“In questo territorio ciascuno – è l’appello del Procuratore – deve fare il proprio dovere fino in fondo, deve impegnarsi perché la ‘ndrangheta occupa ogni fetta di questo territorio, condiziona l’economia come la politica, e quindi la politica è il primo baluardo di legalità per il cittadino, e la giustizia, insieme alle forze dell’ordine che hanno una professionalità eccellente, non fanno altro che intervenire nella patologia del territorio”.
Il procuratore ha rifiutato invece, sollecitato dai cronisti, di commentare il “terremoto politico“, ossia le ripercussione dell’indagine sugli assetti attuali della Regione Calabria: “Sono valutazioni – ha detto Cafiero De Raho – che dovrà adottare chi ha i compiti di governare la regione, speriamo come cittadini di questa terra che il futuro consenta di vedere una legalità diffusa che sia la stella polare che possa guidare tutti nella propria attività“.

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