sabato 21 aprile 2018 01:57
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Lamezia. Assemblea sul reddito minimo, Nucera (La Sinistra): “Calabria regione più povera d’Italia”

Lamezia Terme (Catanzaro). Si è svolta ieri pomeriggio a Lamezia Terme l’assemblea pubblica di tutta le forze politiche e le associazioni che stanno sostenendo la battaglia a favore della proposta di legge n.19/10^ (“Sostegno al reddito in favore di disoccupati, inoccupati e precariamente occupati”) presentata lo scorso marzo dal capogruppo de La Sinistra Giovanni Nucera. “La Calabria – ha spiegato Nucera – è la regione più povera d’Italia e d’Europa. Non capisco come sia possibile che la Lombardia, che è invece la regione più ricca, abbia avviato recentemente una sperimentazione circa il reddito di cittadinanza investendo mezzo miliardo di euro e perché mai, dunque, la stessa cosa non si possa fare anche qui da noi. La politica non può far finta di nulla di fronte alla povertà estrema che sta strozzando molte delle nostre famiglie. La nostra proposta di legge è la cartina al tornasole che permetterà di capire se questa Giunta è veramente una Giunta di centrosinistra. Se non verrà approvato il reddito minimo il Pd dovrà assumersi le proprie responsabilità e spiegare come sia possibile che nella passata legislatura esponenti del Pd hanno presentato un progetto di legge su questo tema, visto, tra l’altro, che nella terza Commissione il ‘Reddito Minimo’ è stato approvato all’unanimità. Ora è caduto definitivamente anche l’alibi della copertura finanziaria, infatti recentemente il dott. De Marco, direttore generale del dipartimento lavoro e sviluppo economico della Regione, ha annunciato un intervento economico a favore dei cittadini utilizzando il residuo del FSE 2007-2013 per la Calabria. Si parla delle stesse risorse presenti nella nostra relazione dettagliata a copertura del reddito minimo che abbiamo presentato. I soldi ci sono e vanno spesi. La volontà politica è decidere dove e come. Noi riteniamo che i soldi debbano andare non in corsi di formazione fittizi in cui ad arricchirsi saranno i soliti noti, ma direttamente nelle case delle famiglie”.
All’assemblea di Lamezia sono intervenuti – tra gli altri – Rocco Tassone, Essere Sinistra per la Calabria, Michelangelo Tripodi, sindaco di Polistena e segretario regionale del PCdI, Damiano Guagliardi, ex consigliere regionale e componente dell’Associazione nazionale “Sinistra Lavoro”, Nicola Limoncino, segretario provinciale Rifondazione Comunista, Fernando Pignataro, presidente provinciale Sel di Cosenza, Salvatore Minniti, sindaco di Fabrizia, Mimmo Panetta, leader responsabile Sel Ionica, Mario Melfi, segretario regionale Sel Calabria, Gianni Speranza, già sindaco di Lamezia Terme, Rosario Rocca, sindaco di Benestare, Pino Ciano, componente della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, Teresa Ferraro, segretario politico “Fattore Comune” di Siderno, Sonia Rocca, giornalista e impegnata in Rifondazione comunista e Salvatore Belfiore dei No TRIV Calabria e segretario PRC Catanzaro.
“La proposta – sottolinea Nucera – ha ricevuto più volte il plauso di Libera, che in concomitanza con l’assemblea portava in parlamento le istanze delle famiglie che stanno soffrendo la crisi”. Ha affermato Mimmo Nasone di Libera: “È il momento di avere il coraggio di dare un segnale forte a tutela di chi si trova in situazioni di disagio”. Inoltre, Nucera ha colto l’occasione per proporre “anche in Calabria lo stesso cantiere per la costruzione di una sinistra unita e plurale che Nichi Vendola sostiene già a livello nazionale”. Nucera auspica “la convergenza di tutta la sinistra calabrese, fatta non solo di partiti ma soprattutto di società civile e di associazioni, in questa nuova aggregazione per costruire il cambiamento e il riscatto di questa regione. Sarà un percorso nuovo che raccoglierà il meglio delle forze comuniste, ambientaliste e sociali per un fronte nuovo, soprattutto in questi tempi in cui i cittadini hanno perso la fiducia nella politica. Questo progetto rappresenta l’ultima speranza per la Calabria e per questo motivo è già partita l’iniziativa politica fondata sul lavoro di gruppi presenti nel territorio.

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