giovedì 26 aprile 2018 09:20
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Rimborsopoli. Oggi a Palazzo Campanella il sit-in del Movimento 5 Stelle al grido di #Mariodimettiti

Reggio Calabria. Una cinquantina di attivisti del Movimento Cinque Stelle si sono presentati oggi all’entrata di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, per manifestare contro il presidente della Giunta Regionale, destinatario dello slogan “#mariodimettiti”, a qualche giorno dall’indagine sulla “Rimborsopoli” che vede indagati una trentina di ex consiglieri regionali (indagine che riguarda i rimborsi dei gruppi nella scorsa legislatura e che non riguarda invece l’attuale consiliatura, né il presidente Oliverio nda).
Diverse le sezioni M5S presenti: Reggio, Villa San Giovanni, Locride, Polistena, Taurianova, Lamezia Terme e Amantea fra le altre, che attraverso i propri rappresentanti hanno esternato tutto il loro sdegno ai microfoni di Newz.it.
L’attivista Clemente Pintus sottolinea l’apoliticità della manifestazione “che ha come obiettivo rappresentare tutti quei calabresi che sono consapevoli della mancanza di democrazia e di rappresentanza democratica nella Regione Calabria. C’è stata una classe dirigente, ormai arcinota, che ha affossato la Calabria mettendo mano a soldi pubblici che, anziché finanziare sanità, piccole e medie imprese, sarebbero stati usati per i propri fini personali, tra l’altro fruendo di un potere conquistato con una legge dichiarata incostituzionale che ha completamente tagliato fuori l’unica opposizione in grado di poter arginare l’egemonia di questa classe dirigente. E’ palese inoltre che il cittadino sia sempre più disgustato e tagliato fuori dalla scena politica, per rendere nuovamente la cittadinanza attiva bisogna ritornare ai principi fondamentali di legalità e trasparenza”.
Presente anche l’ex candidato del Movimento alla presidenza della Regione, l’avvocato catanzarese Cono Cantelmi, che chiede a gran voce le dimissioni di Mario Oliverio: “Che Oliverio debba dimettersi lo dico dapprima di questo scandalo “Rimborsopoli”, non è possibile che una Regione non sia governata da nessuno e che ancora a distanza di mesi non esista una Giunta insediata”. Cantelmi rimarca inoltre la non costituzionalità della legge che ha portato questa Giunta a governare e affonda il dito sulla questione De Gaetano: “Oliverio era accanto a me in campagna elettorale quando ha detto che sarebbe stato lui di persona a garantire sulla figura di Nino De Gaetano, ora io non mi capacito come sia possibile che questa posizione da lui presa, alla luce dei noti eventi che riguardano l’assessore dimissionario ai trasporti, non debba sfociare in una sua immediata dimissione”.
Gli fa eco il candidato a sindaco di Lamezia Terme, l’avvocato Giuseppe D’Ippolito, che afferma: “Ciò che è adesso chiaro grazie all’azione giudiziaria noi come Movimento l’avevamo già denunciato in precedenza, è infatti abbastanza relativo e superficiale dire che l’indagine “Rimborsopoli” sia riconducibile solamente alla consiliatura precedente. Questa pseudo mini-giunta posta in essere da Oliverio è infatti un segno tangibile delle scelte di continuità attuate dal Presidente Regionale, cosa che ha portato a diverse fratture anche dentro il suo stesso partito, si ricordi la Lanzetta nella vicenda De Gaetano. La nostra presenza oggi è avvenuta per richiedere nuovamente attenzione ai criteri di eticità, trasparenza, democraticità che ad oggi mancano completamente nella gestione della cosa pubblica”.
Infine interviene anche la consigliere pentastellata di Amantea, Francesca Menichino, che rimarca il fatto che questa non vuole essere una manifestazione esclusivamente del Movimento ma che vorrebbe essere rappresentativa di tutti i cittadini calabresi “che vogliono ribellarsi a questo “non governo” da parte delle istituzioni locali. Le risorse pubbliche sono state considerate come una “vacca da mungere”, senza alcun rispetto per i criteri di buon governo ed economicità, senza fare una distinzione politica fra centrodestra e centrosinistra perché, come si legge anche nel provvedimento del gip Olga Tarzia, si ha di fronte un vero e proprio sistema ben affermato, eterogeneo, condiviso e composto da più parti politiche”.
Infine i grillini sostengono che la manifestazione di oggi ha avuto il “merito” di causare l’annullamento della riunione dei capigruppo prevista per oggi, ma fonti autorevoli di Palazzo Campanella spiegano che la riunione di oggi è stata annullata per impegni “romani” dei politici del Partito Democratico.
Rabbia, frustrazione ma anche una dose di ironia quando un attivista ha dato vita a un siparietto, mimando l’entrata in Regione con un voluminoso televisore sotto braccio, richiamando le immagini della videosorveglianza in cui un indagato di “Rimborsopoli”, dopo il primo interrogatorio, avrebbe riportato in Regione un televisore acquistato con soldi del gruppo, ma secondo l’accusa utilizzato in casa per uso personale.

William D’Alessandro

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