giovedì 19 aprile 2018 17:44
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Mercatino delle pulci. Marcianò: “Rischio di smantellamento dell’area espositiva”

Reggio Calabria. “In una città in cui apparire e indifferenza viaggiano su un binario parallelo nulla è escluso, neanche lo smantellamento del ‘mercatino delle pulci’ dell’area in fregio alla Pineta Zerbi. In questo spazio di tremila e cinquecento metri quadri, settimanalmente, avviene uno scambio socio-commerciale che ormai fa parte della tradizione cittadina diventata un importante sostegno ad un’economia di nicchia e consente alle classi meno abbienti di acquistare merce di vario genere senza incidere più di tanto sui bilanci familiari. Tranciare queste radici per negligenza dell’Amministrazione comunale di sinistra è come infliggere una coltellata al cuore di una città alle prese con un impressionante impoverimento che, come mai nella sua storia, ha raggiunto il punto di non ritorno”.
Michele Marcianò, consigliere provinciale, esprime un forte timore sul futuro del mercatino dell’usato e, nel denunciare l’inadempienza dell’Ente di palazzo san Giorgio, rivolge un invito ai cittadini a dare vita ad un’attiva forma di vigilanza tesa ad impedire il perpetuarsi della logica del depauperamento del territorio. Per il segretario questore del Consiglio provinciale “la mancata nomina del rappresentante del Comune, non solo impedisce la convocazione per l’indizione del tavolo tecnico, previsto nel protocollo d’intesa firmato il 21 gennaio di quest’anno tra Ferservizi (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e il Comune di Reggio, al quale l’area della Pineta Zerbi dovrà essere concessa in comodato d’uso, ma produce anche il rischio dello sfratto di quanti utilizzano questo sito strategico per attività espositiva, scambi culturali e il classico mercatino delle pulci. Difficile – conclude Michele Marcianò – comprendere la ratio di questo agire politico dell’Amministrazione Falcomatà che non riesce ad affrontare i reali problemi di una città ormai allo stremo delle forze, abbandonata com’è finanche dal Governo centrale”.

Michele Marcianò

Michele Marcianò

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