giovedì 19 aprile 2018 19:37
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Movimento 5 stelle presenta a Catanzaro un dossier sulla sanità calabrese

Catanzaro. Il Movimento 5 stelle ha presentato stamani a Catanzaro il primo dossier parlamentare sulla sanità calabrese, corredato di numerosi esposti sulle questioni principali, già trasmessi alla magistratura e alla Corte dei conti.
Sono intervenuti i parlamentari M5s Dalila Nesci, Nicola Morra e Paolo Parentela, che hanno illustrato l’importanza e le specificità del documento, firmato anche dai parlamentari 5 stelle Federica Dieni e Laura Ferrara, nonché dai componenti pentastellati nella commissione Affari sociali della Camera. «Il dossier ha la funzione – ha spiegato Nesci – di responsabilizzare il tavolo di verifica del piano di rientro sanitario, che si riunirà il prossimo 23 luglio a Roma.
All’attenzione dei ministeri abbiamo posto gli argomenti chiave per il futuro della sanità calabrese: dal ruolo invasivo dell’Università di Catanzaro, specie sulla cardiochirurgia in Calabria, all’opacità sulla convenzione pediatrica con l’ospedale Bambino Gesù; dalle consulenze strapagate per i 393 milioni usciti senza tracce dall’Asp di Reggio Calabria alla mancata riapertura degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare; dalla nuova rete dell’assistenza, approntata al di fuori dei nuovi standard ospedalieri, all’assoluta mancanza dei livelli essenziali d’assistenza su tutto il territorio; dall’inadeguata gestione commissariale ai problemi di trasparenza e legalità».Oltre cento atti parlamentari compendiano il dossier dei Cinque stelle, che affronta anche il pericolo nascite in Calabria e l’abbandono di disabili, emodanneggiati e dializzati.
Per Parentela, «soltanto con il rispetto delle regole si potranno riorganizzare i servizi sanitari di una regione che è ultima in Europa, nella quale mancano le garanzie di sicurezza e il diritto alla salute è saltato da troppo tempo». Secondo Morra, «con questo dossier il Movimento 5 stelle vuole aprire in profondità il dibattito sulla sanità calabrese, dimenticata e nell’ombra, restituendo alla politica il suo ruolo di confronto e decisione».

 

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