giovedì 19 aprile 2018 13:44
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Sbarco di 396 migranti del 3 agosto 2015: la Polizia ferma uno scafista tunisino

Reggio Calabria. La Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, a conclusione di serrate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto un cittadino nato in Tunisia, Noureddine Dbara di 46 anni, individuato quale presunto scafista che ha condotto l’imbarcazione sulla quale viaggiavano 396 migranti di cui 263 uomini, 88 donne e 45 presunti minori, provenienti dall’Eritrea (390), dalla Palestina (3), dall’Etiopia (2) e dalla Tunisia (1).
Al cittadino straniero sono stati contestati i delitti di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, perché si sarebbe associato con soggetti, allo stato ignoti, al fine di commettere una serie indeterminata di delitti volti a procurare l’ingresso illegale nel territorio dello Stato Italiano, avvalendosi di mezzi di trasporto terreste e navale, con ripartizione di ruoli e compiti di ciascuno degli associati, allo scopo di:
reclutare soggetti interessati ad entrare illegalmente, via mare, in Italia, dietro pagamento di somme di denaro (corrispettivo del prezzo del viaggio), organizzare ed eseguire, unitamente ad altri soggetti, in tutte le fasi, il successivo trasferimento verso l’Italia, attraverso una rete organizzativa costituita da uomini e mezzi di trasporto terrestri, per raggiungere le località di mare di partenza (nord-africane) e navali per effettuare la traversata del Mar Mediterraneo in direzione della Calabria, assumere – il ruolo di scafista e/o addetto al governo dell’imbarcazione utilizzata per il trasferimento in Italia degli immigrati clandestini.

Al tunisino fermato sono stati altresì contestati i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché, in concorso con altri soggetti allo stato non identificati, avrebbe condotto dalle coste egiziane verso il territorio dello Stato italiano un’imbarcazione priva di bandiera, poi abbandonata alla deriva, a bordo della quale viaggiavano i 396 migranti giunti al porto di Reggio Calabria dopo essere stati tratti in salvo dalla nave della Marina Militare, procurando in tal modo l’ingresso illegale di stranieri nel territorio dello Stato, privi di cittadinanza italiana e di titolo per risiedere permanentemente sul territorio nazionale.

All’esito del giudizio, il fermo è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale che a carico del tunisino ha emesso la misura cautelare della custodia in carcere.

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