domenica 22 aprile 2018 06:48
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Sbarco di 800 migranti dell’8 agosto: Polizia e Guardia di Finanza fermano uno scafista tunisino

Reggio Calabria. A conclusione di serrate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Squadra Mobile e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto il cittadino tunisino Ayman Yacoubi di 25 anni, che avrebbe condotto una delle tre imbarcazioni sulle quali viaggiavano complessivamente 800 migranti.
Al cittadino straniero sono stati contestati i delitti di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, essendosi associato con soggetti allo stato ignoti, al fine di commettere una serie indeterminata di delitti volti a procurare l’ingresso illegale nel territorio dello Stato Italiano (art. 12, commi 1, 3 lett. a), b) e d), 3 bis e 3 ter del D.lgs. n. 286 del 1998), avvalendosi di mezzi di trasporto terreste e navale, con ripartizione di ruoli e compiti di ciascuno degli associati, allo scopo di:

  • reclutare soggetti interessati ad entrare illegalmente, via mare, in Italia, dietro pagamento di somme di denaro (corrispettivo del prezzo del viaggio),
  • organizzare ed eseguire, unitamente ad altri soggetti, in tutte le fasi, il successivo trasferimento verso l’Italia, attraverso una rete organizzativa costituita da uomini e mezzi di trasporto terrestri, per raggiungere le località di mare di partenza (nord-africane) e navali per effettuare la traversata del Mar Mediterraneo in direzione della Calabria,
  • assumere – il ruolo di scafista e/o addetto al governo dell’imbarcazione utilizzata per il trasferimento in Italia degli immigrati clandestini.

Al fermato è stato altresì contestato il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (artt. 110 c.p. e 12 co. 3 lett. a, b, c e d, co. 3 bis e 3 ter D. Lgs. 286/1998) perché, in concorso con altri soggetti allo stato non identificati, avrebbe condotto dalle coste egiziane verso il territorio dello Stato italiano un’imbarcazione priva di bandiera, poi abbandonata alla deriva, a bordo della quale viaggiavano i 396 migranti giunti al porto di Reggio Calabria dopo essere stati tratti in salvo da una nave della Marina Militare, procurando in tal modo l’ingresso illegale di stranieri nel territorio dello Stato, privi di cittadinanza italiana e di titolo per risiedere permanentemente sul territorio nazionale.

All’esito del giudizio, avvenuto nella mattinata odierna, il gip ha convalidato il fermo  ed ha emesso nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere. Proseguono le indagini – rende noto la Questura – per l’identificazione degli organizzatori, dei finanziatori e degli altri complici del traffico di esseri umani.

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