domenica 22 aprile 2018 10:42
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Unitas Reggio Calabria, Marziale: “Su quei bambini fango, ma abbisognano di soldi”

Reggio Calabria. “All’indomani dell’articolo pubblicato dal settimanale L’Espresso, a firma di Alessia Candito, che descrive il centro di accoglienza Unitas di Reggio Calabria ospitante bambini in difficoltà alla stregua di un lager, con tanto di corredo fotografico che lascerebbe pensare che la verità sia quella, mi sono recato presso la struttura accompagnato da una troupe guidata dalla giornalista Ilaria Raffaele e dall’editore Luigi Longo per opportune verifiche, senza alcun preavviso ai gestori del plesso, e la verità che si è parata sotto ai nostri occhi è davvero stucchevole”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia.
“Davanti a noi – evidenzia Marziale – un plesso gigantesco, certamente bisognoso di manutenzione, ma dignitoso, come le stanzette dove bimbi e bimbe dormono e studiano, con sui muri disegnini fatti dagli stessi, lettini ordinati e pavimentazione rinnovata. Bagni ordinatissimi e cucine igienicamente idonee, tanto che scherzando anche per i buoni odori ci siamo autoinvitati a rimanere a pranzo se non fossimo stati oberati da altri incalzanti impegni. Celle frigorifere funzionanti a meraviglia e deposito cibi con alimenti freschi. Se questo è un lager…”.
“Mons. Antonello Foderaro, direttore della struttura, sin dal suo insediamento ha contattato le istituzioni preposte per invocare interventi al fine di sopperire alle incombenze necessarie – incalza il sociologo – senza trovare ascolto e i suoi interventi sono stati inviati, nero su bianco, alle istituzioni preposte, debitamente raccolti in un dossier curato dall’avv. Aurelio Chizzoniti, presente al nostro incontro”.
“In comunità operano 12 educatori, un mediatore linguistico, un mediatore culturale ed assistenti sociali, tutti sotto contratto e non retribuiti da un anno perché la Regione Calabria non ha corrisposto le rette dovute ammontanti a circa un milione di euro. L’ultimo sollecito è stato vanamente fatto da Mons. Foderaro un anno fa, ancor prima dell’insediamento dell’attuale governo a guida Mario Oliverio. Senza questi fondi non si può lavorare”.
“I bambini – illustra il presidente Marziale – accompagnati da due educatrici, hanno interagito con noi palesando serenità e attaccamento gioioso agli operatori presenti riferendoci che in quelle quattro stanze, le uniche sequestrate dagli inquirenti, non ci andavano mai perché chiuse e inaccessibili. Infatti è inverosimile che sulle scale di un terrazzino vengano tenute magliette in ordine sparso e soprattutto pentole vicino ad un water, pentole che guarda caso risultano sparite dalla cucina da qualche giorno e poi “miracolosamente” ritrovate grazie alle foto de L’Espresso. Tutto il resto è in attesa di ritocchi, che senza soldi è impossibile immaginare, ma dignitoso”.
“Siamo andati ad occuparci di quei bambini, allarmati dal servizio giornalistico dell’Espresso, e all’unisono abbiamo acquisito la convinzione che non dalle persone ivi operanti i bambini sono messi in pericolo. Chiunque – dice Marziale – volesse visitare, senza preavviso, quei locali non sarà certamente respinto e chiunque, in scienza e coscienza, può constatare che quei bimbi hanno bisogno di aiuti e non fango”.
Marziale conclude: “Chiedo allo stimatissimo procuratore Federico Cafiero de Raho ed alle istituzioni inquirenti di volermi ritenere a loro assoluta e totale disposizione per l’accertamento della verità nell’interesse unico e assoluto dei bambini”.

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