venerdì 20 aprile 2018 23:49
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Biblioteca Unistrada intitolata a Pasquino Crupi. Il sindaco Falcomatà: “Leggendario anche in vita”

Reggio Calabria. L’intitolazione della Biblioteca dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” alla memoria del prof. Pasquino Crupi, nella ricorrenza del secondo anniversario della scomparsa, è stata l’occasione per focalizzare la figura del grande intellettuale meridionalista, che ha dedicato la sua vita al riscatto del popolo calabrese ed alla rinascita politica e culturale della nostra terra. Pasquino Crupi è un personaggio che non è esagerato definire leggendario e possiamo affermare, senza tema di smentita, che tale era stato anche in vita. Le sue rassegne culturali, una per tutte “Poeti in piazza”, mettevano al centro dell’attenzione delle centinaia di persone che affollavano le piazze della nostra provincia, l’anima popolare della poesia e della letteratura calabrese, quella che Crupi più amava e che trovava più aderente alla natura della nostra gente. I suoi interventi pubblici, per non parlare dei comizi, erano dei veri e propri eventi che hanno lasciato tracce indelebili nella memoria di tutti. Qualcuno ha definito Crupi un “intellettuale scomodo”, lo era senz’altro, soprattutto per i mestieranti della politica, per coloro che sfruttavano biecamente la genuina bontà del “suo” popolo e per quelli che mercificavano la cultura. Un cartello nello studio privato di Pasquino recita: “Il libro è la fiaccola che rischiara la via dell’avvenire”; il suo studio presso l’Università, di cui è stato per anni prorettore, era colmo di libri perfino sui tappeti, varcare la sua soglia significava uscirne con in mano un volume vergato da una dedica mai di circostanza. Oggi la Questione Meridionale si presenta più attuale che mai e tanto avremmo bisogno dell’ardore e la veemenza con la quale affrontava quotidianamente, anche dalle pagine dei giornali, i temi che di volta in volta si presentavano. Il miglior modo per onorare la sua figura è tenere alta la bandiera del Meridionalismo e far tesoro della sua grande lezione nell’interesse delle classi popolari e di quegli “ultimi” che sono sempre stati al centro del suo “apostolato laico”.

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