giovedì 26 aprile 2018 20:42
default-logo
Francesco Oliva

Il vescovo dà il benvenuto a Polsi a devoti e pellegrini, agli ‘ndranghetisti: “Maria grida cambiate vita”

Benvenuti a Polsi, devoti e pellegrini!

Dopo un lungo viaggio e le difficoltà del cammino, tra sentieri irti e scoscesi, dritti e tortuosi, venite per incontrare la Madonna della montagna, madre della divina misericordia, alla vigilia del giubileo straordinario della Misericordia, indetto da papa Francesco.
Sentitevi amati ed accolti dal suo cuore materno. Questo antico santuario sarà per tutti “un’oasi di misericordia”. Maria, la donna del “si”, nostra compagna di viaggio, è pronta ad accompagnarci, a fasciare e sanare le nostre ferite, le tante ferite di questa terra, intrisa del sangue, versato dall’odio e dalla violenza di uomini senza cuore, senza volto, senza scrupoli. Per intercessione di Maria giunga il perdono per i tanti suoi figli uccisi, sequestrati, derubati, feriti, lasciati senza vita ai margini della strada.
Giunga a noi propizio l’anno giubilare: si aprano le porte del santuario di Polsi a tanti pellegrini, perché possano incontrare la Divina Misericordia. Quanti l’attraversano siano “toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione”, sperimentino l’amore di Dio, “che consola, perdona e dona speranza”, ritrovino la gioia della riconciliazione e del perdono. L’amore di Dio, come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio, “continui oggi a manifestarsi, soprattutto verso i peccatori, le persone povere, escluse, malate e sofferenti”.
A Maria, madre di consolazione, chiedo di ridonare la bellezza della dignità perduta, l’immagine del Dio, che ci ha creati. Da lei invoco per tutti la pace del cuore, la gioia di un sincero pentimento e la disponibilità a riparare il male commesso. Maria susciti in quanti sono stati offesi l’umiltà e la prontezza nel perdonare. Nessuna traccia resti del passato tenebroso e vile: tutti abbiamo bisogno di misericordia. Nessuno si permetta di giudicare il fratello o di condannarlo. “Se non si vuole incorrere nel giudizio di Dio, nessuno può diventare giudice del proprio fratello». Non giudicare e non condannare è «saper cogliere ciò che di buono c’è in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto» (papa Francesco, “Misericordiae vultus”, bolla di indizione dell’anno santo).
O Madre della Misericordia, semina in questa terra, troppo spesso, giudicata e sommariamente condannata, germi di riconciliazione e di conversione. Ridona fiducia e speranza a quanti arrivano con animo pentito e veramente contrito in questo Santuario, edificato nelle viscere di questa aspra montagna. Donaci di capire che in questo luogo non c’è spazio per quanti continuano a covare nel proprio animo sentimenti di odio e di vendetta. Nessuna sua porta è loro aperta. La gloriosa immagine, madre del buon pastore, non splende sul loro volto né si posa sulle loro mani sacrileghe!
O Maria, donna del silenzio, suscita in coloro che entreranno in questo tempio santo il desiderio di ritornare a vita nuova, deponendo le armi della vendetta e dell’odio, pronti “a vivere di misericordia”, dopo aver sperimentato il perdono e la pace. A Te, Maria, madre di speranza, chiediamo la gioia di vivere una vita nuova, riscoprendo le opere di misericordia corporale (dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti) e spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti).
Il nostro Santuario di Polsi riscopra la sua vera vocazione di luogo in cui si amministra abbondantemente il sacramento della riconciliazione. Dove al peccatore pentito è possibile “toccare con mano la grandezza della misericordia”.
O Madre, regina della riconciliazione e della pace, fa che il perdono porti a gustare l’amore misericordioso del Padre di tutti.
“Cambiate vita!”, grida Maria ai suoi devoti, in particolare a coloro che da tempo sono lontani dalla grazia di Dio per la loro cattiva condotta. Agli uomini e alle donne che appartengono a qualunque gruppo criminale o che sono finiti in attività criminali, la Vergine di Polsi fa sentire la voce accorata della mamma: “Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita”.
Lo stesso appello rivolge a quanti vivono «nell’indifferenza» e «nel cinismo» o «nella terribile trappola di pensare che la vita dipende dal denaro e che di fronte a esso tutto il resto diventa privo di valore e di dignità”.
O Vergine di Polsi, aiuta a comprendere che la “violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti né immortali”. Assunta in cielo, Immacolata vergine dell’amore incontaminato, ricorda che “per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire”.
Possa Maria, “umile ancella del Signore”, trasformare i cuori delle persone fautrici o complici di corruzione, che è un pericoloso e subdolo tarlo, che avvelena la nostra società e rende i rapporti interpersonali interessati ed egoistici. A Te, Maria, chiediamo di liberarci da ogni forma di corruzione, che “con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri”.
Maria è la grande madre della nostra speranza che ricorda a tutti che Dio «non si stanca di tendere la mano”. Lei, nostra Madre del cielo, sa che tutti abbiamo bisogno della Misericordia come del pane quotidiano. A Lei chiediamo il dono della conversione e di una vita nuova. Lo facciamo con la fiducia dei figli, che alle sue mani affidano il presente ed il futuro delle loro famiglie, dei ragazzi e dei giovani, la stanchezza degli anziani, la sofferenza dei malati. A tutti, Maria, madre di bontà, apra le porte della Divina Misericordia.
O Maria, Madre di misericordia, rivelaci il volto del Padre, accompagna tutti i tuoi figli sulla via del perdono e della pace. Ricerca lo smarrito e sfiduciato, sii vicina all’immigrato e senza tetto, al povero e all’ammalato, a quanti vivono ai margini di un mondo senza Dio. Ridona la speranza ai giovani e a quanti sono stanchi e rassegnati.
Nelle tue mani, madre generosa e forte, affidiamo la nostra vita, desiderosi di godere la felicità piena e duratura.
Così sia!

Francesco Oliva
Vescovo Locri-Gerace

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo