sabato 21 aprile 2018 23:09
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Padre e figlio gambizzati nel bar a Oliveto: 4 arresti dei Carabinieri

Il movente: ipotesi vendetta dopo una colluttazione per un incidente stradale

Reggio Calabria. Al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria diretta dal capitano Francesco Soricelli, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale reggino ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di:

  1. Alfredo Malaspina, disoccupato,
  2. Pasquale Chilà, operaio;
  3. Demetrio Cicciù, operaio;
  4. Ovidiu Iulian Burlacu, operaio,

tutti accusati del reato di lesioni aggravate in concorso, nonché il Malaspina anche di porto illegale di arma da fuoco.

I fatti risalgono al 2 aprile 2015 quando, secondo la ricostruzione degli investigatori, Malaspina avrebbe agito, con il volto travisato, al segnale convenuto con Cicciù, Chilà e Burlacu, i quali, fingendosi avventori del bar, avrebbero agevolato l’ingresso e la successiva fuga del presunto complice, il quale si sarebbe introdotto all’interno di un bar di Oliveto dove, brandendo una pistola cal. 7,65, avrebbe esploso numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo di padre e figlio, operai di Santa Venere, attingendoli agli arti inferiori. Le ferite cagionate furono giudicate guaribili rispettivamente in 8 e 20 giorni, questi ultimi saliti a 50 a seguito di sopravvenute complicazioni mediche.
L’attività investigativa condotta dalla Stazione di Rosario Valanidi unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia ha permesso di addivenire, mediante l’attenta analisi delle immagine delle telecamere di sorveglianza presenti presso l’esercizio commerciale, all’identificazione del presunto esecutore materiale del ferimento e all’individuazione dei tre presunti complici, descrivendo il ruolo attivo che sarebbe stato assunto da ognuno di loro. Nello specifico, Chilà, verso le ore 6.30 del 2 aprile 2015, dopo aver fatto ingresso nella sala antistante il bar, ne avrebbe ispezionato velocemente l’interno per poi, appena entrati gli obiettivi oggetto dell’azione delittuosa, comunicare la loro presenza agli altri due presunti gregari – Cicciù e Burlacu, i quali avrebbero dato a loro volta il segnale di “via libera” a Malaspina giunto il loco a bordo di una Fiat 500.
Dalla ricostruzione dei fatti, il movente del gesto sarebbe da ricondurre ad una vendetta operata dal Malaspina per delle lesioni subite – 8 giorni di prognosi – dal fratello convivente di 23 anni, nel corso di una colluttazione scaturita tra quest’ultimo e i due congiunti, a seguito di un incidente stradale tra autovetture, avvenuto 15 giorni prima della gambizzazione in località Croce Valanidi.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nella scorsa notte dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria i quali, al termine delle formalità di rito, hanno provveduto ad associare Malaspina presso la locale Casa Circondariale di Aghillà, mentre gli altri tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.


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