venerdì 20 aprile 2018 07:08
default-logo
Carabinieri

Motta San Giovanni. Armi da fuoco nascoste nel terreno: Carabinieri arrestano un’intera famiglia

Motta San Giovanni (Reggio Calabria). Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo diretta dal capitano Gianluca Piccione, hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare richiesta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, i coniugi Primo Antonino Laganà, di 58 anni, ed Anna Cannistraci, di 55 anni, nonché il figlio della coppia, Giovanni Laganà, di 39 anni.
Tutti e tre i membri della famiglia sono accusati di aver detenuto illecitamente, all’interno di una loro proprietà, armi comuni da sparo. Il provvedimento restrittivo giunge a conclusione delle indagini avviate lo scorso mese di settembre, quando i Carabinieri della Stazione di Lazzaro hanno arrestato i coniugi che, ad esito di una perquisizione domiciliare, erano stati trovati in possesso di più di 25 kg di marijuana, occultati all’interno di una stalla di loro proprietà, sita in località Sant’Antonio del Comune di Motta San Giovanni.
Le attività investigative, coordinate e dirette dall’Ufficio di Procura, hanno consentito di attribuire al nucleo familiare l’illecita detenzione di tre armi da fuoco, nonché di sequestrare più di 200 munizioni rinvenute in prossimità di un casolare, parte delle quali occultate sotto il terreno.
Data la gravità dei fatti contestati, e la personalità degli interessati, le porte del carcere si sono quindi aperte per Giovanni Laganà, figlio di Laganà Primo Antonio, quest’ultimo già detenuto dallo scorso mese di settembre per l’illecito possesso di stupefacenti ed al quale è stato notificato l’ulteriore provvedimento restrittivo. Anche nei confronti della donna, già sottoposta agli arresti domiciliari per la medesima violazione del marito, è stato quindi notificato il provvedimento restrittivo che le impone gli arresti domiciliari anche per l’ulteriore reato contestato.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo