domenica 22 aprile 2018 20:28
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Giuseppe Neri

Donald Trump presidente. Neri: «Il risultato delle presidenziali Usa deve far riflettere il Pd»

Reggio Calabria. Il risultato delle Presidenziali in America, ancor più del referendum “Brexit” del Regno Unito del giugno scorso oltre che a destare preoccupazione, per quanto concerne la stabilità politica ed economica dell’Unione Europea, obbliga il Partito Democratico ad un’attenta e lucida riflessione. Il gruppo dirigente democratico, a livello nazionale e a livello locale, ha il dovere di non sottovalutare l’esito che ha sancito l’uscita dall’Ue da parte di uno dei suoi pilastri finanziari; e soprattutto deve prendere atto che l’establishment democratico americano, sul quale si è fortemente allineato il nostro Premier è stato respinto dalle urne. Un malessere sociale globale che facilmente potrà trasferirsi in Italia. Il Partito Democratico ha la responsabilità come primo partito d’Italia e partito che guida il governo centrale, il governo regionale e l’amministrazione comunale, di discutere ed analizzare gli effetti Brexit – Trump in ottica referendaria. E deve farlo in fretta. La sfida del 4 dicembre sulla Riforma Costituzionale va assolutamente contestualizzata all’interno di questo frastuono sentimentale e popolare che ha accompagnato al voto gli elettori britannici mesi fa e quelli americani qualche ora addietro. Il Referendum Costituzionale con molta probabilità segnerà un passaggio cruciale per il Governo Renzi, e per tutta una classe dirigente che nel suo esito ha investito, e sta investendo, uno sforzo politico non indifferente. Senza entrare nel merito dei temi della consultazione referendaria, certamente validissimi e da sostenere con forza, non posso esimermi dal sottolineare che il contesto storico e politico di oggi, ci sta lanciando degli inequivocabili segnali di allarme. Le amministrative in Italia, il referendum britannico e le elezioni americane, con le conseguenti dimissioni del Primo Ministro Cameron, e con il ridimensionamento del partito democratico americano, hanno determinato un quadro netto: ciò che chiede e desidera il popolo non trova riscontro nell’offerta politica che la classe dirigente al governo sta proponendo. La vittoria di Trump è la plastica dimostrazione che le scelte politiche dei governi, su temi fondamentali e sensibili quali immigrazione, sicurezza e diritti civili, non trovano corrispondenza elettorale. Gli strumenti e le risoluzioni con le quali i governi intervengono in merito, risultano poco efficaci e poco attraenti, rispetto a quelli che sono i valori e i sentimenti di chi va a votare. Pertanto ritengo opportuno che il partito democratico oltre a portare avanti le ragioni del sì, legittime e meritorie, non trascuri in questa fase delicata, i temi che gli elettori ritengono prioritari ed improcrastinabili.

Giuseppe Neri

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