mercoledì 25 aprile 2018 02:55
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Il tavolo dei relatori

I lavori del convegno su “Salute dell’atleta e profili di responsabilità dei medici sportivi”

Reggio Calabria. Si è tenuto venerdì scorso, presso il salone delle conferenze del palazzo della Provincia, il convegno sul tema “Salute dell’atleta e profili di responsabilità dei medici sportivi”. Il convegno è stato organizzato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, insieme a Università Lugano, Coni, Provincia di Reggio Calabria ed FMSI all’interno del “Corso in Giustizia sportiva e processo” di cui è coordinatrice la prof.ssa Angela Busacca – docente di un corso di diritto dello sport sia presso l’Università Mediterranea che presso l’Università di Lugano, è autrice di numerosi saggi scientifici in materia di diritto dello sport – moderatrice e coordinatrice dei lavori.
Dopo i saluti dell’avvocato Cusumano, che ha trasmesso l’augurio di buon lavoro del Presidente dell’ordine degli avvocati Alberto Panuccio; del dott. Carmelo Puntorieri per il FMSI e del dott. Demetrio Albino per la Scuola Regionale dello Sport Coni Calabria, il convegno è entrato nel vivo grazie ai qualificati relatori.
Il primo intervento è stato assegnato al prof. Giacomo Caristi – Università Ludes di Lugano – il quale, dopo avere tracciato un excursus storico sul ruolo del medico che, partendo dal 500 fino ai giorni nostri, ha reso evidente il superamento di una medicina paternalistica, si è soffermato sull’assetto organizzativo delle strutture ospedaliere con particolare attenzione alle auspicabili modifiche della organizzazione delle funzioni del “Primario” e del “direttore sanitario”, anche in ragione della sua concreta esperienza maturata in passato come Direttore amministrativo presso gli ospedali civili di Brescia.
La prof.ssa Busacca, che coordinava i lavori, a margine di tale primo intervento, ha avuto modo di soffermarsi sull’utilità degli apporti provenienti dall’esperienza prasseologica del prof. Caristi e si è poi spostata sull’interessante tema civilistico della problematicità dei rapporti che intercorrono tra il singolo medico e la società di riferimento nel peculiare caso di rilascio della prescrizione medica da parte di un medico “terzo”, estraneo alla struttura.
Su tale aspetto, tra gli altri, è intervenuta a seguire la prof.ssa Tiziana Rumi- docente Digiec (Dipartimento di giurisprudenza ed economia) presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria – che ha illustrato da un punto di vista civilistico le peculiarità, dovute anche al contesto agonistico di riferimento, della responsabilità del medico sportivo. La prof.ssa Rumi, dopo avere inquadrato la qualificazione giuridica di tale responsabilità, si è soffermata su taluni casi emblematici di responsabilità del medico sportivo, come un caso di morte dell’atleta a seguito del rilascio di certificazioni di sua idoneità da parte del medico sportivo il quale aveva omesso di verificare la sussistenza di una malattia dell’atleta, o il caso di omesse informazioni all’atleta da parte del medico sportivo.
Infine è intervenuta, con taglio squisitamente penalistico, l’avv. Patrizia Morello – nota penalista nonché docente Digiec presso l’Università di Reggio Calabria, autrice di saggi scientifici in materia di diritto dello sport – che, dopo avere illustrato lo stato della disciplina vigente in merito alla responsabilità penale del medico e il contenuto del ddl Gelli, attualmente all’esame del Senato, recante modifiche sul tema della responsabilità colposa del medico in caso di osservanza delle linee guida, si è soffermata innanzitutto sulle specifiche responsabilità del medico sportivo in caso di cd. “doping” dell’atleta in caso di procacciamento o somministrazione di sostanze dopanti, nonché di adozione di pratiche mediche vietate. In questo solco argomentativo la relatrice ha sottoposto a disamina talune ipotesi specifiche e peculiari di prescrizioni “off label” di farmaci da parte di medici sportivi, ricordando tra gli altri anche il caso storico che interessò la Juventus football club spa sul finire degli anni 90 con la discussa responsabilità del medico sociale per somministrazione agli atleti di medicinali e sostanze in dosi superiori a quelle istituzionalmente autorizzate.
In chiusura dei lavori è risaltata la soddisfazione dei patrocinatori presenti. Il dott Albino in particolare, per la scuola dello sport Coni Calabria, ha sollecitato ulteriori futuri incontri anche su altri temi connessi di analogo spessore ed interesse.

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