giovedì 19 aprile 2018 23:24
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Reggio Calabria, Palazzo Campanella: sede del Consiglio regionale della Calabria

Calabria. In seconda commissione approvata proposta di legge su debiti fuori bilancio del Consiglio regionale per sentenze di condanna

Reggio Calabria. La seconda Commissione “Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Ue e relazioni con l’estero”, presieduta da Giuseppe Aieta, ha approvato a maggioranza (astensione del consigliere Orsomarso) la proposta di legge del consigliere Neri che riconosce la legittimità dei debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria derivante da sentenze di condanne esecutive, ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, così come modificato ed integrato dal Dl 10 agosto 2014, n.126. Sul punto, sono intervenuti Francesco Malara e Alberto Porcelli in rappresentanza del Collegio dei revisori dei Conti ed il segretario generale del Consiglio regionale Maurizio Priolo. Ancora, con il voto contrario di Orsomarso, l’organismo consiliare ha espresso a maggioranza il parere finanziario alla proposta di legge del consigliere Giudiceandrea in materia di interruzione volontaria di gravidanza con l’obiettivo di regolamentare il diritto all’obiezione di coscienza (legge 194/1978. Norme per la corretta applicazione sul territorio regionale”). La votazione è stata vincolata alla presentazione di un emendamento in Consiglio regionale “affinché – spiega lo stesso proponente Giudiceandrea – la mobilità dei medici non obiettori sia interna al sistema sanitario pubblico e non si debba ricorrere ad assunzioni mediante nuovi concorsi”. Infine, all’unanimità la Commissione ha approvato la proposta di legge che modifica la legge regionale 12 novembre 2004 n. 28, limitando le situazioni di incompatibilità in cui possa ricadere il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria solo a quelle che potrebbero comportare situazioni di conflitto di interessi rispetto all’incarico assunto. L’organismo ha espresso il parere finanziario dopo che la norma era già passata al vaglio della Commissione di merito.

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