mercoledì 25 aprile 2018 03:00
default-logo
Direzione investigativa antimafia

Agrigento. La Dia sequestra beni per oltre 550 mila euro a imprenditore palermitano

Agrigento. Nei giorni scorsi, personale della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento ha sequestrato beni a Vitale Salvatore Collura, 64enne imprenditore originario di Castronovo di Sicilia (PA), allo stato detenuto per associazione mafiosa presso la casa circondariale di Reggio Calabria. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, presidente Giacomo Montalbano, sulla base delle risultanze delle indagini bancarie e patrimoniali espletate dalla Dia agrigentina, d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del “Gruppo Misure di Prevenzione”, della DDA di Palermo.
Nel 2002, Vitale Salvatore Collura, indagato per associazione di tipo mafioso, è stato tratto in arresto da personale della Dia, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma – gip Simonetta D’Alessandro, nell’ambito dell’operazione “Cobra”.
Da quella attività investigativa era emerso il presunto elevato grado di partecipazione che sarebbe stato raggiunto dal Collura nell’ambito della criminalità organizzata di tipo mafioso, in quanto l’imprenditore avrebbe avuto cointeressenze non solo con i sodalizi criminosi operanti nelle province di Agrigento, Palermo, Catania e Roma, ma anche con quelli del nisseno, come il clan Madonia di Gela (CL).
Nel 2011, Collura è stato anche indagato nell’ambito dell’indagine antimafia denominata “Kamarat”, in ordine alla quale era stato emesso provvedimento restrittivo dal Tribunale di Palermo. In tale contesto, il Giudice per le Indagini Preliminari aveva rigettato la richiesta di emissione del provvedimento in capo a Vitale Salvatore Collura, per insussistenza di gravi indizi di colpevolezza.
Pur tuttavia, per quei fatti, sentenza del 22 maggio 2014 della Corte di Assise d’Appello di Palermo, Collura è stato condannato a 8 anni di reclusione per il reato di associazione mafiosa.
L’odierno decreto di sequestro ha riguardato 2 fabbricati, quota parte di 26 terreni, un’impresa individuale agricola e il relativo compendio dei beni aziendali, nonché numerosi rapporti finanziari (conti correnti bancari, conti deposito titoli, buoni postali, carte di credito), per un valore di oltre 550.000 euro.

Articoli recenti o correlati

Commenta l'articolo