venerdì 20 aprile 2018 12:43
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Ripepi, Tamiro e Castorina

Rimpasto. Castorina conferma i sospetti: «La nuova giunta di Reggio Calabria dopo il referendum costituzionale»

di Fabio Papalia

Reggio Calabria. La città aspetta una nuova giunta mentre il Pd e il sindaco sono impegnati a fare campagna elettorale per il Sì al referendum costituzionale. La conferma a quanto già avevamo scritto sulle colonne di Newz.it (clicca qui per leggere l’articolo) è arrivata dalla voce del capogruppo Pd in consiglio comunale, Antonino Castorina, il quale durante la trasmissione in diretta streaming dagli studi di “Immedia Live” ha risposto alla domanda che gli abbiamo posto a distanza: “Quando avremo una nuova giunta?”.
Tema della trasmissione condotta da Claudia Tamiro era “#Referendum, si o no? Live Massimo Ripepi Fratelli d’Italia Vs Antonino Castorina”.
«Il sindaco – ha detto Castorina – dopo due anni di esperienza amministrativa, dopo grandi successi ottenuti e dopo un grande risultato su tantissimi fronti, fa un’analisi, una valutazione con i gruppi consiliari, con i partiti, per avviare questa nuova fase». La collega Tamiro lo ha incalzato a rispondere alla domanda: Prima o dopo del referendum?
«Dopo il referendum – ha ammesso candidamente – siamo impegnati tutti quanti in campo per la partita referendaria, tutta l’amministrazione e tutte le forze politiche. Il sindaco ha il mandato e il sostegno di tutti i gruppi consiliari come tra l’altro anche esposto pubblicamente, c’è un pieno sostegno all’azione amministrativa e una piena fiducia, deciderà col massimo sostegno da parte nostra».
Avessimo avuto tempo per un’altra domanda, ci sarebbe piaciuto capire come mai dopo due anni di grandi successi si sente il bisogno di azzerare la giunta, per restare alla metafora calcistica “squadra che vince non si cambia”.
Infine, Castorina, sostenitore del Sì, evidentemente ritiene del tutto giusto e normale che le piccole pratiche politiche locali, ossia la nuova giunta, debbano attendere sacrificate alle esigenze della riforma costituzionale voluta dal Pd. Eppure, i sostenitori del No, potrebbero obiettare che è proprio questo un punto che dimostra fin da ora che un sindaco-senatore, per di più metropolitano, farebbe male sia il sindaco che il senatore.

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