venerdì 27 aprile 2018 08:47
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Alessandro Nicolò

Indicatori Istat qualità della vita. Nicolò (FI): «Angosciante, Calabria continua a marcare risultati negativi»

Reggio Calabria. “Risulta davvero angosciante prendere atto che la Calabria continua a marcare risultati negativi in ogni aspetto della vita sociale e dell’economia”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Campanella, Alessandro Nicolò. ”Gli indicatori dell’Istat sulla qualità della vita nella nostra Regione mostrano una sola chiave di lettura: in nessuno dei settori compulsati si notano segnali di inversione verso l’alto rispetto al periodo considerato e tutto appare come un lento ed inesorabile declino. Anche a volere disaggregare i dati Istat – prosegue Nicolò – in nessuna delle province calabresi si nota qualsiasi cenno di ripresa, di rimbalzo delle attività economiche, di rilancio dei servizi alla persona. La Calabria, a leggere bene quei dati, assomiglia sempre di più ad un organismo in via di decadenza, impoverita quasi quotidianamente dall’emigrazione delle sue forze migliori, come in attesa dell’ennesimo ‘cavaliere bianco’ o del destino favorevole, che le imprimano quella sferzata di cui necessita. Tutto ciò – dice ancora Alessandro Nicolò – dimostra invece i limiti di chi governa, qui e a Roma. Il Presidente della Giunta regionale ormai ammansito da Renzi, al Governo già da due anni, sta dimostrando di vivacchiare alla giornata, vittima delle solite polemiche interne al Pd i cui effetti divaricanti lanciano pericolosi bagliori sulla vita dell’istituzione. Oliverio e la sua maggioranza – prosegue Nicolò – continuano a ruotare il mestolo tentando di dare sapore alla loro minestra senza tenere conto della quotidianità, della vita dei nostri concittadini, dello stato delle infrastrutture scolastiche, ospedaliere, del disagio crescente di fette sempre più larghe di popolazione finite dentro il gorgo della povertà. Il senso della sfida politica, di una nuova progettualità, di indicazioni di lavoro per tirare fuori la Calabria da questa spirale in cui è finita, anche se per responsabilità ataviche. Nessuno vuole negare l’oggettività di talune condizioni che si sono nel tempo affastellate – sottolinea Alessandro Nicolò – ma è anche vero che questi due anni di presidenza Oliverio e di dominio di Renzi a Roma, ancora per poco, sono stati declinati con esacerbanti polemiche di partito, di corse verso l’acquisizione di postazioni il più possibile vicine alle grazie di Renzi, nel mentre la Calabria si sta dimostrando sempre più impoverita e anemica. Qui, dinanzi ai dati Istat – continua l’On Nicolò – ci saremmo aspettati una impennata di orgoglio, di preoccupazione del governo regionale e del Pd, un salutare colpo di reni per chiamare alle sue responsabilità i ministeri chiave dello Sviluppo, affinché non orientino i loro sguardi da Roma in su ma niente di tutto questo e sarebbe auspicabile un dibattito in Consiglio Regionale per un resoconto in merito al lavoro svolto in questo biennio su settori importanti che riguardano le Politiche del Lavoro, le Politiche Agricole, le Attività Produttive e i Fondi Comunitari. Tuttavia, mentre i maggiorenti locali del Pd continuano ad azzuffarsi per acciuffare la tanto sospirata candidatura alla corte del re, la nostra regione, salvo sporadici casi di giovani imprenditori agricoli, vivacchia in attesa della fine. La Giunta regionale e il Pd non possono tenere sotto scacco ancora a lungo questa terra – conclude Nicolò – perché noi non lo permetteremo, perché il nostro impegno al servizio dei calabresi continuerà ad essere puntiglioso, incalzante e costruttivo, per dovere istituzionale, ma soprattutto per senso di responsabilità verso quei calabresi che continuano a guardare a Forza Italia e al centrodestra come oggettiva speranza per uscire dalla crisi e dalla precarietà”.

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