venerdì 20 aprile 2018 12:37
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Referendum. Ethos: «Un grazie per ricominciare»

Reggio Calabria. Ci sembra necessario ed utile commentare brevemente il risultato del referendum che si è da poco concluso, non dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla vittoria del no anche seguendo il nostro invito. Un voto chiaro, definitivo, perentorio che ci pone però davanti ad alcune considerazioni che a noi appaiono evidenti e non più rinviabili. Voto sulla riforma e voto politico insieme, è stato definito, noi ci permettiamo di dire, voto espresso per evidenziare un malore sociale e alla stesso tempo un avvertimento chiaro alla classe dirigente nazionale e locale, che ci auguriamo venga percepito come un ultimo avvertimento. L’Italia ha votato ma il Meridione ha urlato, ha urlato la sua rabbia per una crisi sociale ed economica irrisolta e non più sopportabile, ha urlato il suo disprezzo verso chi parla di “massimi sistemi” dimenticandosi delle esigenze minime di quel popolo che tutti dicono di voler aiutare, ma che alla fine si ritrova da solo a dover lottare per la sopravvivenza (e pensiamo di non esagerare dicendo questo) quotidiana. Stanchi di promesse non mantenute, stanchi di una classe politica inefficiente e collusa, stanchi delle mance, stanchi dell’isolamento geografico ed economico anche i calabresi e i reggini hanno espresso, attraverso il voto, la loro insofferenza e il loro dolore. Qualche anno fa abbiamo scritto, inascoltati, che la nostra città si trovava seduta su una polveriera, ci auguriamo che qualcuno finalmente lo capisca e si muova di conseguenza, agendo finalmente per il bene comune attraverso strumenti condivisi e affidando responsabilità istituzionali a persone competenti e di specchiata moralità. E se qualcuno non è in grado di fare quanto richiesto, abbia la compiacenza di farsi da parte, certamente non ne sentiremo la mancanza.

Ethos
il presidente
Giovanni Sergi

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