domenica 22 aprile 2018 20:26
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Da sinistra: Carlà, Palermo, Rindone, Giliberti

Intensificati nell’intera provincia i controlli della Polizia per contrastare furti e rapine: 2 arresti ad Arghillà e 2 a Montebello

Reggio Calabria. Con l’approssimarsi del periodo natalizio, il Questore della Provincia di Reggio Calabria Raffaele Grassi ha disposto l’ulteriore implementazione dei servizi di controllo straordinario del territorio, attraverso un’efficace combinazione delle attività informative ed investigative, segnatamente in funzione del contrasto della c.d. “criminalità diffusa”.
I furti in appartamento e le rapine, infatti, sono tra i reati suscettibili, nel periodo natalizio, di incremento e, per questo motivo, sono stati pianificati e predisposti moduli operativi finalizzati alla specifica prevenzione di tali episodi criminosi che destano particolare allarme sociale, specie tra le fasce più deboli.
Per questi motivi, continuano, senza soluzione di continuità, i controlli predisposti nell’ambito del Piano di azione nazionale e transnazionale Focus ‘ndrangheta, elaborato in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, estesi all’intero territorio della Provincia reggina.

Tale dispositivo di sicurezza e di controllo straordinario del territorio si è concretizzato, presso il popoloso quartiere di Arghillà, in una sinergica attività operativa del personale della Polizia di Stato, in servizio presso l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretto dal vice questore aggiunto Luciano Rindone e dal suo vice Luca Carlà, la Squadra Mobile diretta dal primo dirigente Francesco Rattà e dal suo vice Fabio Catalano, il Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Meridionale” di Siderno, il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica diretto dal primo dirigente Diego Trotta, nonché il V Reparto Volo della Polizia di Stato.
Questo il consuntivo dell’attività operativa svolta. Sono state sottoposte a controllo 7 persone e 2 veicoli. Sono state elevate 6 contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada, 1 delle quali ha portato alla denuncia in stato di libertà del conducente per il reato reiterato di guida senza patente. 1 veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo e 3 a sequestro amministrativo. 2 Carte di circolazione sono state ritirate. Sono state, altresì, effettuate 2 perquisizioni personali ed 1 perquisizione a veicolo, anche alla ricerca di armi.
Inoltre, in tale contesto operativo, la Polizia di Stato, con l’ausilio di 2 squadre di tecnici specializzati dell’ENEL, ha riscontrato la presenza di 5 allacci abusivi alla rete elettrica. Pertanto, gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato, in flagranza di reato, Francesco Paolo Lucchetta, classe ’82 e Damiano Amato, classe ’93, entrambi residenti nel quartiere di Arghillà, per il reato di furto aggravato di energia elettrica.

In un differente contesto operativo, gli agenti del Commissariato di Condofuri, diretto dal vice questore aggiunto Enrico Palermo, unitamente a personale della Squadra Mobile (rappresentata in conferenza stampa dal vice questore aggiunto Giuseppe Giliberti), hanno effettuato il controllo di un’autovettura in transito sulla Strada Statale 106, nella Frazione Saline del Comune di Montebello Ionico. A bordo dell’auto sono state controllate tre persone che risultavano avere diversi precedenti di polizia. La successiva attività di perquisizione delle persone, estesa al mezzo, consentiva di rinvenire una serie di chiavi, grimaldelli, una smerigliatrice elettrica, guanti ed altri strumenti atti allo scasso. I 3 sono stati, quindi, denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, atteso il loro status di condannati per reati specifici contro il patrimonio. Inoltre, l’attività info-investigativa immediatamente effettuata ha consentito di appurare che 2 dei tre fermati, Damiano Vincenzo Bevilacqua, classe ’82 e Patrizio Bevilacqua, classe ’86, risultavano già sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Reggio Calabria. Per l’inosservanza a quanto prescritto da tale misura sono stati, pertanto, tratti in arresto.


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