venerdì 20 aprile 2018 22:19
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Reggio Calabria. Azione Nazionale: «Il porto non si tocca»

Reggio Calabria. La vicenda che interessa il porto di Reggio, gravato dalla minaccia di una sua trasformazione in approdo per il traffico gommato pesante, giunge quale puntuale ennesima conferma che i fatti smentiscono le affermazioni del Sindaco e dei suoi Assessori. La notizia appresa ieri attraverso un organo di stampa circa il successivo passaggio procedurale tramite il quale le Società Caronte e Diano stanno portando a compimento il loro progetto, integrando presso il Ministero dell’Ambiente la documentazione relativa all’aspetto ambientale, è destabilizzante e inchioda con le spalle al muro una Giunta Comunale che evidentemente di “bufale” se ne intende.
I cittadini oggi sono ancor più consapevoli che quella che secondo l’Assessore Quattrone altro non era che una “eresia trasportistica” oggi diventa sempre più realtà concreta di un procedimento amministrativo in stato avanzato che sposterà il traffico del gommato pesante dal porto di Villa San Giovanni al porto di Reggio Calabria, annichilendo definitivamente ed irrimediabilmente le vocazioni turistiche della nostra città.
Che questa Giunta non se ne sia voluta fare carico, assumendo una posizione chiara ed inequivocabile, facendolo diventare un caso politico è ormai cosa evidente. Basti considerare che nell’ultimo Consiglio Comunale, pur essendo stato inserito l’argomento all’ordine del giorno con la mozione presentata dalla minoranza, il Sindaco e la sua Giunta erano assenti ingiustificati, forse perché troppo impegnati a procurarsi consensi nella fallimentare campagna referendaria.
Preso atto della mancanza di volontà in seno a questa Amministrazione di svolgere un ruolo di ferma opposizione a siffatto scellerato progetto e consapevole delle drammatiche ripercussioni negative che ne deriveranno, Azione Nazionale denuncia la descritta situazione davanti all’opinione pubblica cittadina, chiamando la cittadinanza stessa, le parti sociali, il mondo imprenditoriale ed associazionistico ad una mobilitazione generale per un confronto pubblico sulla gravissima questione. La perdita di ogni riferimento politico a difesa della città cui l’amministrazione Falcomatà ha abituato i reggini non può significare resa incondizionata di un popolo, che ha dimostrato con gli ultimi risultati referendari di essere ancora capace di discernere e giudicare l’operato di chi lo governa e che deve opporsi al disastro ambientale che si prospetta all’orizzonte cittadino.

Coordinamento reggino
Azione Nazionale

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