giovedì 26 aprile 2018 07:26
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Riaperto al pubblico dopo la ristrutturazione e il nuovo allestimento il Museo archeologico e numismatico della Provincia di Catanzaro

Catanzaro. “Quando i musei aprono è sempre un giorno di festa perché significa riscoprire le radici di una comunità, riscoprirne le tradizioni, recuperare uno spazio importante per la cultura che è la linfa vitale di una società. Per questo la riapertura del Museo archeologico e numismatico della Provincia di Catanzaro è un evento importante ma non solo per Catanzaro: quello che riapriamo oggi, nel cuore del centro storico, è un tesoro per la città di Catanzaro, la Calabria e l’intero Paese da custodire per preservare la nostra storia”. Il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, entra nel Museo Numismatico e Archeologico di proprietà dell’Amministrazione non senza commozione per quello che significa oggi restituire una struttura così importante, moderna e ricca di reperti storici e di testimonianze di grande valore, tra cui una collezione numismatica che ha raggiunto l’importante numero di 8 mila monete. Ad accompagnare il presidente nella prima visita del nuovo corso, oltre che il direttore del Museo, la dirigente Rosetta Alberto, tra gli altri, il prefetto Luisa Latella, il vice presidente della Giunta regionale Antonio Viscomi, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Marco Pecci, il notaio Rocco Guglielmo presidente dell’omonima Fondazione e direttore artistico del Marca, il direttore della Succursale della banca d’Italia Sergio Magarelli, il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Anna Russo, i professionisti, i tecnici e gli studiosi che hanno lavorato con grande passione per realizzare il nuovo allestimento. Gli interventi, realizzati sono stati effettuati con i finanziamenti del POR FERS Calabria 2007-2013 Linea d’intervento 5.2.11 per un ammontare di 400 mila euro. Il museo sarà affidato alla professionalità della 4Culture srls. L’edificio interessato dai lavori, affidati all’impresa Ruberto Costruzioni srl, è un palazzo della superficie di 300 metri quadrati circa la cui costruzione risale presumibilmente all’800. Di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, ospita il Museo archeologico dal 1897, è stato oggetto di una importante ristrutturazione all’inizio degli anni 2000 (l’allestimento del 2001 è stato a cura di Roberto Spadea con la collaborazione di Corrado Iannino). La collezione nasce già nel 1872, e rappresenta la più antica istituzione museale calabrese. La dotazione è composta da monete e reperti archeologici derivanti da ricerche volute tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento dalla Commissione Conservatrice per le Antichità e gli Oggetti d’Arte, e da acquisizioni e donazioni private. “In un momento difficile per gli Enti locali in cui nel resto d’Italia i musei rischiano la dismissione – ha detto il presidente Bruno – la Provincia di Catanzaro rilancia riaprendo al pubblico, in continuità con il lavoro svolto dalla precedente amministrazione, un complesso di straordinario pregio, funzionale e innovativo, dove c’è spazio per la multimedialità e l’eccellenza formativa. Non possiamo che essere orgogliosi perché dimostriamo ancora una volta di essere una Provincia viva, capace di produrre servizi di qualità e cultura, e di non creare problemi in questo momento particolarmente complicato”. Il presidente Bruno ha ricordato che per molto tempo il Numismatico ha rappresentato l’unico Museo esistente nella città di Catanzaro e che oggi “è uno degli elementi che costituiscono la rete museale, un’altra delle sfide raccolte dall’Amministrazione con il prezioso sostegno della Fondazione Rocco Guglielmo”, e quindi salutato e ringraziato con stima quanti hanno collaborato al perseguimento di questo prestigioso traguardo. Il progetto di ristrutturazione è stato curato dall’architetto Rocco Cina; rup e direzione lavori, geometra Giuseppina Pugliese; impresa esecutrice, Ruberto Costruzioni srl; progetto scientifico e coordinamento, Alessandro Russo; ricerche d’archivio: Antonella Colucci, Rossella Scavello, Alessandro Russo; supporto tecnico: Giuseppina Conte, Pasquale Saccà; testi: Carmelo Colelli, Francesco Cristiano, Francesco Cuteri, Angelo Esposito, Viviana Mancusi, Alfredo Ruga, Mariasaveria Ruga, Alessandro Ruzzo, Rossella Scavello, Antonio Zumbo; traduzioni: Concetta Sinopoli; restauri: Ramona Marrella, Aba Muleo, Parviz M. Redjali; montaggi Luigi Calimeri, Antonio Cantafio, Espedito Macrì; allestimenti e contenuti multimediali: Somus srl, AreaCultura sco coop; Carlo Elia.
Il nuovo allestimento ha come obiettivo principale la ricostruzione della storia del territorio di Catanzaro nelle varie epoche passate attraverso i numerosi reperti recuperati da siti di scavo locali, rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori. I criteri adottati sono stati di tipo cronologico e contestuale ricostruendo un percorso che dalla preistoria al medioevo, analizza i singoli contesti ricostruibili, in confronto con la situazione generale della Calabria nei vari periodi storici trattati. E’ stato definito un percorso storico temporale che si snoda nelle sale espositive, scandito da pannelli didattici e suddiviso cromaticamente a seconda delle diverse epoche a cui appartengono i reperti archeologici esposti: un itinerario di visita con cui riproporre cronologicamente il passato del territorio, dall’epoca pre e protostorica, a quella romana fino al Medioevo.
Tra i reperti più importanti la statua equestre in bronzo, rinvenuta alla fine dell’ottocento nella località Pianette di Strongoli: il Cavaliere di Petelia, come è stato visibile dopo la rimozione del telo affidata al presidente Bruno, al prefetto Latella e al vice presidente della Giunta Viscomi, di essa si conservano la gamba sinistra, il piede destro e parte del panneggio della parte inferiore del corpo del cavaliere.

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