mercoledì 25 aprile 2018 02:56
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Comitato di Sorveglianza del Por Calabria Fesr- Fse 2014-2020. L’intervento del presidente Oliverio

Cosenza. Il presidente della Regione Mario Oliverio – informa un comunicato dell’Ufficio Stampa della Giunta – ha aperto questa mattina a Cosenza, nel Palazzo della Provincia, presiedendola, la seconda seduta del Comitato di Sorveglianza del Por Calabria Fesr Fse 2014/2020, in corso di svolgimento, cui partecipano i rappresentanti della Commissione Europea, dell’Agenzia per la Coesione, delle Amministrazioni centrali, gli esponenti del Partenariato istituzionale, economico e sociale. Di seguito, l’intervento del presidente Oliverio, concentrato sui temi particolarmente rilevanti relativi all’attuazione del Programma.

“Ci siamo lasciati a febbraio dicendo che abbiamo ancora tanto da fare (e anche tanto da imparare) ma vogliamo giocare la nostra partita fino in fondo.

Sono passati 10 mesi dall’ultimo comitato di Sorveglianza, 10 mesi di intenso lavoro e credo davvero che siamo sul binario giusto, posto che entro fine anno otterremo la validazione della designazione dell’Autorità di Gestione e l’approvazione del sistema di gestione e controllo, un articolato sistema di procedure che regola in modo efficiente e trasparente tutti i processi di accesso e utilizzo dei fondi.

Credo che siamo sul binario giusto se abbiamo lavorato con successo al soddisfacimento delle condizionalità ex ante. Un anno fa contavamo 26 condizionalità non soddisfatte o soddisfatte parzialmente. Oggi quel numero si è azzerato, rimangono una o due questioni ancora parzialmente soddisfatte, il resto è stato completato grazie al lavoro del Dipartimento Programmazione e di tutti i Dipartimenti regionali che ringrazio. Si tratta di un lavoro evidentemente molto complesso, non posso citare tutto quello che è stato fatto ma consentitemi di ricordare che abbiamo approvato dopo 20 anni il Piano regionale dei trasporti che punta sull’accessibilità interna ed esterna e che abbiamo un Piano di gestione dei rifiuti che punta a ridurre drasticamente il ricorso alle discariche.

Credo che siamo sul binario giusto se ad un anno dall’approvazione del POR abbiamo programmato impegni di spesa per più della metà del budget del Programma e se – come avete letto nella documentazione preparatoria dei lavori del Comitato – circa un terzo delle risorse ancora da impegnare sarà allocato nei prossimi 3 mesi.

Ma considerato che abbiamo sempre sostenuto che “Il Por è uno strumento per attuare le politiche e non per spendere le risorse” vorrei raccontarvi quale Calabria stiamo costruendo grazie al POR e al contributo dell’Unione e per farlo vorrei mostrarvi il metodo innovativo che stiamo perseguendo, limitandomi – per non rubare troppo tempo alla discussione – a richiamare alcuni temi particolarmente rilevanti.

La concentrazione dell’azione amministrativa: i progetti strategici

Innanzitutto abbiamo attuato in questi mesi una forte concentrazione dell’azione amministrativa su alcuni temi chiave che, a prescindere dall’Asse e dal Fondo di riferimento, stiamo affrontando in modo unitario all’interno di specifici progetti strategici. Si tratta di un nuovo metodo che consente di attuare il Programma secondo la logica obiettivi-risultati e di puntare ad alcuni effetti concreti e misurabili. I piani strategici identificano infatti le azioni, le risorse, i tempi, le procedure, le responsabilità di ciascun ufficio impegnato nel perseguimento degli obiettivi identificati. L’adozione di questo innovativo metodo di lavoro consente a tutti i cittadini e gli stakeholder di disporre con anticipo di un vero e proprio calendario dei bandi e delle iniziative di prossima attivazione e per tutto il biennio 2016-2018. Questo per tradurre in concreto i principi della trasparenza e dell’efficienza che informano tutta la nostra azione amministrativa.

In questi mesi abbiamo attivato quattro progetti strategici che – insieme con specifici piani di azione settoriale – concorrono a sostenere il sistema produttivo regionale e a proiettarlo verso l’innovazione, anche in collaborazione con il sistema della ricerca regionale e valorizzando il sistema dell’istruzione e dell’alta formazione. Mi riferisco a:

  • Calabria Competitiva che ha come obiettivo il sostegno delle imprese calabresi per renderle più innovative, più aperte, più grandi e più competitive. Con il progetto supporteremo 1.500 imprese entro il 2023;
  • Calabria Innova, che ha l’obiettivo di sostenere le start up, valorizzare la ricerca e promuovere l’innovazione sociale. Con questo progetto sosteniamo l’assunzione di 150 ricercatori, per aiutare 1.000 imprese a fare innovazione.
  • Calabria Impresa.EU attraverso cui stiamo rendendo la vita più semplice alle aziende attraverso un accesso unico ai servizi e agli strumenti digitali dell’Amministrazione regionale per lo sviluppo imprenditoriale. Grazie a questo progetto avremo conferenze di servizi on line e la completa digitalizzazione dei servizi dello sportello unico per le attività produttive.
  • Calabria Alta Formazione che mira ad ampliare le possibilità di accesso al sistema universitario sia per gli studenti meritevoli che per quelli con difficoltà e a rafforzare i rapporti tra gli operatori dell’innovazione e quelli fra università, scuola e imprese. Con il prezioso contributo del sistema universitario regionale, puntiamo a garantire una effettiva attuazione del diritto allo studio attraverso la qualificazione dei servizi offerti dalle università in tema di residenzialità, pari opportunità, disabilità, cultura e tempo libero per migliorare la qualità della vita all’interno dei poli universitari.  Il frutto di questo intenso lavoro partenariale è confluito in un Accordo di Programma tra la Regione e i quattro Atenei calabresi che abbiamo siglato alla fine del mese di settembre.

In questo quadro strategico mi preme richiamare i principali temi su cui si articoleranno i lavori del Comitato, evidenziando quanto è stato fatto in questi mesi quale spunto alla discussione che seguirà.

Il rilancio del sistema produttivo

Il primo tema riguarda il rilancio del sistema produttivo regionale. L’obiettivo del POR è ambizioso e consiste nell’aiutare il nostro sistema produttivo, sotto molti aspetti debole e frammentato, a resistere alla competizione globale e a vincere la sfida della digitalizzazione dei processi produttivi. Sotto questo profilo abbiamo accolto con favore l’intervento del Governo su Industria 4.0., nella convinzione però che gli incentivi automatici alle imprese devono essere coordinati con iniziative di sistema a livello regionale che offrano nuove prospettive alle aziende.

Su questo fronte abbiamo già impegnato 40 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle aziende e mantenere l’occupazione nonché per favorire l’introduzione delle nuove tecnologie in azienda. Abbiamo attivato bandi per sostenere l’acquisto di servizi innovativi per le PMI e per incentivare le attività di ricerca e sviluppo tecnologico sia finanziando gli investimenti delle aziende sia sostenendo la partecipazione al programma europeo Horizon 2020, perché ci siamo dati come obiettivo quello di migliorare i risultati delle aziende calabresi nel panorama europeo. Molto altro è in cantiere per le prossime settimane: mi riferisco ad esempio al potenziamento delle infrastrutture di ricerca e del sistema di trasferimento dell’innovazione. Queste iniziative che si concretizzeranno in specifici bandi sono il frutto di un proficuo confronto partenariale che abbiamo ritenuto necessario per riesaminare l’esperienza del recente passato e rilanciare il sistema verso le nuove frontiere dell’innovazione su scala globale.

Competenze più solide per sostenere e aumentare l’occupazione

In stretta connessione con il rilancio del sistema produttivo va inquadrato l’impegno di questi mesi sul tema delle competenze. Come sapete la strategia del POR punta a valorizzare lo stretto rapporto che nelle società moderne sussiste tra saperi e crescita economica, tra sviluppo e coesione sociale. Nel nostro ultimo incontro ci eravamo impegnati a lavorare per coniugare qualità con equità nell’istruzione e a trattata in modo coordinato i problemi della scuola, della formazione e del lavoro, in connessione e integrazione con quelli relativi all’inclusione sociale, all’occupabilità, alla parità di genere. Abbiamo cominciato a farlo approvando in Giunta un progetto strategico sull’istruzione (con uno stanziamento di 80 milioni di euro), che ha l’obiettivo di ridare alla scuola la sua fondamentale funzione di “ascensore sociale”. Si tratta di un piano ambizioso che si poggia su quattro pilastri che disegnano un paradigma strategico finalizzato a valorizzare il ruolo del sistema scolastico calabrese con l’intento di ridurre il gap con le altre regioni del Paese. Mi riferisco alla riduzione dell’abbandono precoce dei percorsi formativi; alla qualificazione del livello di istruzione per favorire l’aderenza con il mercato del lavoro; alla riqualificazione degli edifici scolastici e alla rimozione degli ostacoli per favorire la fruibilità alle persone diversamente abili; alla diffusione di nuovi modelli formativi innovativi.

Abbiamo previsto un’azione specifica per il rilancio della formazione tecnica con l’approvazione del Piano triennale per l’Istruzione Tecnica Superiore, perché sono ancora troppo pochi i ragazzi che lavorano dopo aver effettuato i corsi e sono ancora troppi quelli che abbandonano prima di aver concluso il ciclo formativo. Abbiamo quindi lavorato per agganciare la formazione a quelle che sono le traiettorie più promettenti del settore produttivo regionale e penso soprattutto all’agroalimentare, al turismo e all’industria culturale e ricreativa. Con questo Piano i mondi della scuola, dell’università e dell’impresa si impegnano ad agire in stretta sinergia per preparare i più giovani ad affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro. Avevamo detto che è finito il tempo della formazione fine a se stessa, della formazione funzionale più all’offerta che alla domanda. Lo avevamo detto e su questa direttrice ci stiamo muovendo: questi sono i primi segni concreti.

Così come sono segni concreti le iniziative che abbiamo intrapreso per il diritto allo studio e mi riferisco al finanziamento straordinario delle borse di studio per gli studenti meritevoli e quelli con maggiori necessità. Uno stanziamento di 5 milioni di euro che ha consentito a 1.500 giovani di proseguire gli studi con le stesse opportunità dei più fortunati.

Sono segni concreti anche l’accordo stipulato con le parti economiche e sociali che consente l’integrazione e l’estensione degli ammortizzatori sociali in deroga anche a chi ne era rimasto escluso nonché le misure di sostegno alla creazione di impresa e il ripensamento dei centri per l’impiego. A queste misure seguiranno entro la fine dell’anno iniziative a sostegno dell’autompiego e dell’occupazione femminile attraverso gli accordi territoriali di genere.

Un elemento strategico che mi preme richiamare per la portata innovativa del metodo adottato riguarda l’istituzione del gruppo interdipartimentale che ha prodotto un Piano d’Azione per la programmazione complessiva dei Servizi e delle Politiche Attive del Lavoro. Il Piano concentra in un’azione coordinata e sinergica tutte le risorse disponibili sul tema del lavoro co integrandole con quelle del sostegno all’inclusione attiva delle categorie più vulnerabili. A queste risorse si aggiunge uno stanziamento integrativo a valere sul PAC. Questo quadro strategico ci sta consentendo di definire, nella fase attuale, specifiche azioni differenziate per ciascun target di disoccupati (NEET, disoccupati di lunga durata, occupati in aziende in crisi, donne, giovani).

L’azione in favore del lavoro si coniuga con l’intervento sull’inclusione sociale, che ha visto la Regione assumere un ruolo di partecipazione attiva a supporto degli ambiti territoriali nel percorso di definizione degli interventi da inserire nell’ambito del PON Inclusione. Questa azione consente oggi di attivare iniziative regionali in sinergia e complementarietà con quanto previsto dal Piano nazionale.

Ovviamente il ragionamento sulle competenze e sull’inclusione non può essere disgiunto da quello dell’adeguatezza degli spazi soprattutto in una regione come la Calabria che è fanalino di coda per numero di scuole in possesso del Documento di Valutazione Rischi (80% delle scuole contro il 92% a livello nazionale). Per questa ragione è pronto un bando che verrà pubblicato in questi giorni attraverso cui destiniamo 30 milioni di euro per gli edifici scolastici che necessitano di interventi di adeguamento sismico.

La rivoluzione digitale come occasione di riscatto economico e sociale

Una importante sfida che ci ha visto impegnati in questi mesi riguarda la trasformazione digitale dell’assetto sociale e produttivo, perché riteniamo che cogliere l’opportunità della rivoluzione digitale apra prospettive di grandi cambiamenti e possa consentirci di uscire dal “destino di essere ultimi”. Il governo regionale vede nella trasformazione digitale la via per riformare i servizi pubblici e rilanciare l’economia. Su questo tema abbiamo allocato 56 milioni di euro e stiamo per allocarne altri 20 su infrastrutture, servizi e capacità di parlare i nuovi linguaggi digitali.

Innanzitutto abbiamo lavorato per completare la diffusione della banda ultra larga in tutti i comuni calabresi, comprese le aree rurali e le aree cosiddette a fallimento di mercato. Stiamo inoltre lavorando per giungere in tempi rapidi a un accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico per completare l’intervento portando internet ultra veloce nei principali agglomerati industriali.

Per quanto riguarda i servizi siamo partiti dalla sanità e – mentre siamo in avanzato stato di attuazione del Sistema informativo Sanitario Regionale, con il quale stiamo migliorando la gestione e riducendo i costi della sanità regionale – stiamo contemporaneamente avviando la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico, che consentirà di digitalizzare tutto il dossier clinico di ciascun cittadino calabrese, al fine di assicurare cure più tempestive ed efficaci.

Un altro importante tema che ci siamo determinati ad affrontare nella logica innovativa del digitale è quello della sicurezza del territorio. Per uscire dalla logica dell’emergenza abbiamo infatti avviato la realizzazione del nuovo Sistema Regionale Integrato della Protezione Civile che prevede il potenziamento tecnologico del sistema di allerta attraverso la riorganizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione e delle procedure applicative. Questo vuol dire che finalmente il sistema di protezione civile regionale disporrà di una rete sicura dedicata, attraverso cui garantire lo scambio in tempo reale delle informazioni integrando tutte le strutture dislocate sul territorio, “reingegnerizzando” le funzionalità della sala operativa regionale e di tutti i sistemi tecnologici territoriali. Tra le misure sono previste, inoltre, la ristrutturazione delle 5 sale operative regionali, la realizzazione di un cruscotto di gestione dei dati delle sale operative unico e condiviso e lo sviluppo di un’innovativa ‘app’ per smartphone appositamente dedicata. Finalmente un sistema moderno per affrontare problemi antichi.

Grazie al POR stiamo anche utilizzando le nuove tecnologie per rafforzare la capacità amministrativa nell’ottica della trasparenza, dell’efficienza e della qualità dei servizi della pubblica amministrazione.

Come sapete dal primo agosto scorso è in vigore la nuova organizzazione dell’apparato regionale, frutto di un lavoro complesso e articolato che oggi ci consente di avere una base certa di efficienza e razionalità per costruire un’amministrazione più capace. Abbiamo anche avviato 17 delle 19 azioni del nostro impegnativo Piano di Rafforzamento Amministrativo, come verrà illustrato tra poco più nel dettaglio.

In questo quadro abbiamo avviato la riorganizzazione del sistema di monitoraggio e gestione del POR in modo da rendere completamente informatizzato il sistema di gestione e controllo del Programma e abbiamo digitalizzato l’accesso alle risorse semplificando la vita alle imprese e ottimizzando le fasi di istruttoria e valutazione per garantire celerità ed efficienza. Il primo bando digitale della Regione Calabria ci ha consentito di arrivare alla pubblicazione della graduatoria in soli 3 mesi dalla scadenza dell’avviso (faccio notare che le domande da valutare erano più di 300).

Come già richiamato, abbiamo rafforzato la digitalizzazione dello sportello unico delle attività produttive per semplificare la vita delle imprese e tra qualche settimana avremo un garante regionale per le PMI.

Abbiamo rivisto il nostro sistema di e.procurement per renderlo adeguato al nuovo codice dei contratti pubblici e per garantire procedure più efficienti efficaci e trasparenti (il bando è di recente pubblicazione).

Nei prossimi 3 mesi completeremo il quadro attraverso un progetto di evoluzione del sistema informativo regionale SIAR che ci consentirà di digitalizzare gli archivi e promuovere la conservazione digitale dei documenti per arrivare gradualmente una Regione senza carta.

Un altro aspetto che mi preme evidenziare è che nell’attuazione del POR, i nuovi strumenti digitali vengono utilizzati per promuovere il controllo sociale e l’attenzione ai risultati delle politiche. Sotto questo profilo – a parte la comunicazione quotidiana e capillare sul portale Calabria Europa e su tutti i canali social di cui abbiamo già riferito in precedenza –  abbiamo attivato “LogiCal” una sezione del portale web che consente a tutti i cittadini di seguire l’andamento e i risultati del POR, anche attraverso il confronto con le altre regioni.

La tematica ambientale

Un ulteriore elemento che mi preme evidenziare riguarda l’intenso lavoro di selezione dei progetti in materia ambientale – anche in complementarietà con quanto abbiamo previsto nel Patto per il Sud e in generale con gli stanziamenti del fondo coesione- per garantire la sicurezza del territorio e la riorganizzazione dei servizi territoriali collettivi. Si tratta di un impegno amministrativo volto a dare immediato avvio agli interventi e continuità ai progetti finanziati nella precedente programmazione per portare a termine quello che abbiamo cominciato, dal momento che si tratta di questioni per loro natura non affrontabili con iniziative di breve periodo. L’imputazione al programma di questi interventi è da inquadrare in una complessiva attività di programmazione che tiene conto di tutte le risorse a disposizione.

Prima questione: l’acqua. Abbiamo selezionato interventi per 24 milioni di euro per fornire servizi idrici accettabili ai cittadini delle principali aree urbane regionali (considerate che ad oggi la dispersione sulla rete di distribuzione si attesta intorno al 35%!) Gli interventi in corso di attuazione riguardano la manutenzione delle reti, la riparazione delle perdite nelle condotte, la realizzazione di moderni sistemi di controllo e monitoraggio, la realizzazione di nuovi tratti di rete.

Seconda questione: la depurazione. Con un impegno di circa 60 milioni di euro diamo corso agli impegni presi con un apposito Accordo di Programma Quadro e mettiamo a norma la rete fognaria regionale, superando quindi la procedura di infrazione europea rivolta all’Italia e soprattutto garantendo una migliore qualità ambientale e maggiori condizioni di salute per i cittadini.

Terzo punto: il monitoraggio dei corpi idrici (circa 6 milioni di euro di impegni). E’ da quasi 10 anni che manca in Calabria un monitoraggio dei corpi idrici regionali. Finalmente abbiamo una rete di monitoraggio, estesa su tutto il territorio, e sono attualmente in corso i campionamenti per stabilire lo stato qualitativo dei fiumi, delle acque sotterranee e del mare.

In merito alla sicurezza del territorio abbiamo scelto interventi che possano tempestivamente produrre risultati concreti sulla messa in sicurezza di abitati ed infrastrutture, il recupero e la salvaguardia dei sistemi naturali e la ricostituzione dei litorali, che permetterà anche una migliore fruizione turistica.

Sempre in materia ambientale, vi segnalo che nei prossimi giorni saranno attivati due avvisi pubblici, per un valore complessivo di circa 35 milioni di euro, per incentivare i Comuni calabresi ad adottare o potenziare soluzioni tecnologiche ad alta efficienza per la riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica.

Sul tema rifiuti abbiamo avviato uno specifico Piano di Azione (con un impegno di circa 35 milioni di euro) con l’obiettivo di aggredire il problema nei Comuni più grandi, considerato che tre quarti della produzione totale dei rifiuti urbani afferisce agli 85 Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti. Questo intervento concentrato e immediato dovrebbe a breve produrre risultati tangibili attraverso l’incentivazione, la promozione e la diffusione di modelli di organizzazione del servizio volti ad ottimizzare la quantità e la qualità del materiale raccolto.

In materia di valorizzazione ambientale mi preme ricordare che stiamo per approvare un piano di azione per il mantenimento dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario al fine di contribuire ad arrestare la perdita di biodiversità in ambito terrestre e marino. Perché solo attraverso interventi che prevedono la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale e culturale sarà possibile consolidare e promuovere processi di sviluppo sostenibile e duraturo. L’attuazione del piano – su cui abbiamo investito 30 milioni di euro –  ci consentirà di rendere il nostro territorio più competitivo sul mercato turistico globale e allo stesso tempo più vivibile per i cittadini.

La mobilità sostenibile di persone e merci

Stiamo inoltre assumendo iniziative significative nell’ambito della mobilità sostenibile con un importante investimento di prossima attivazione (è questione di giorni) sul potenziamento delle infrastrutture portuali e interportuali che consentirà alla Regione di disporre di un sistema portuale integrato e tecnologicamente all’avanguardia e con l’attivazione del grande progetto di collegamento multimodale tra l’aeroporto e la stazione di Lamezia Terme. In proposito abbiamo stipulato un Protocollo di Intesa con RFI e abbiamo avviato la produzione del dossier che presenteremo alla Commissione Europea nei prossimi tre mesi. L’impegno verso la riconversione del sistema di trasporto verso modalità più efficienti e compatibili con gli obiettivi europei in materia di ambiente si completa con la prosecuzione degli interventi di trasporto metropolitano avviati nel precedente periodo di programmazione

La strategia territoriale

Il quadro delle principali iniziative attivate in questi mesi si completa con un intenso lavoro di costruzione delle strategie territoriali. Per quanto riguarda l’attuazione strategia urbana, nel corso degli ultimi mesi, si sono tenuti ricorrenti incontri con le Città destinatarie degli interventi con l’obiettivo di condividere le principali tipologie di intervento, le modalità attuative e il piano finanziario, elementi che abbiamo definito in maniera congiunta e saranno oggetto di approvazione con una prossima Delibera di Giunta. Lo stesso metodo di ascolto dei territori e di coprogettazione sarà seguito per l’attuazione della strategia regionale per le aree interne.

Conclusioni

Anche in questa occasione devo scusarmi per l’eccessivo ricorso ai numeri ma ho cercato attraverso le cifre di dare il senso e la portata degli sforzi che stiamo facendo per costruire ogni giorno quel futuro che la Calabria merita.

Ho cercato di raccontarvi attraverso fatti e atti concreti l’impegno quotidiano di una Regione che non si risparmia per raggiungere gli ambiziosi target che ci siamo dati con la Commissione Europea e di fronte al popolo calabrese.

Se avete apprezzato qualche risultato tra le mie argomentazioni, mi fa piacere ricordare che è frutto di un costante lavoro partenariale con tutte le parti economiche e sociali oggi qui rappresentate. Per questo ringrazio davvero tutti e vi chiedo di continuare a fornire il vostro apporto.

Spero che non vi sia sembrato un semplice elenco di iniziative slegate tra loro, perché noi crediamo invece che – pezzo dopo pezzo – dall’attuazione del POR emergerà il disegno unitario e coerente della Regione che vogliamo. Un disegno improntato all’efficienza dei processi; alla qualità dei servizi; all’attenzione verso gli ultimi; all’equità nelle condizioni di partenza.

Un disegno coerente non solo con lo spirito delle politiche di coesione europee ma soprattutto con il sogno dei padri fondatori dell’Unione il cui insegnamento ci richiama al fatto che non ci sarà alcuno sviluppo se non si risolveranno le disparità regionali. Credo che su questo insegnamento si devono rifondare le politiche europee, che oggi attraversano un preoccupante momento di crisi. Sicuramente su questi principi si basano le nostre politiche e – credetemi – ce la stiamo mettendo tutta”.  mdv

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